don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 26 Luglio 2019 – Mt 13, 18-23

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La spiegazione che Gesù dà della parabola del seminatore non ha bisogno di ulteriori commenti. Vorrei semplicemente fermarmi su alcune considerazioni che Gesù stesso fa per farci comprendere il significato di un’accoglienza che coincida con la possibilità di portare frutto: <<tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada>>.

Che cosa significa comprendere? Significa capire che legame c’è tra la parola e la mia vita reale, quella che sto vivendo in questo momento. Finché non capiamo la parola di Dio legandola esistenzialmente alla nostra vita, possiamo anche capirla in astratto ma non ci aiuterà a portare frutto. In questo senso molti discorsi di alta teologia che facciamo anche tra di noi, possono lasciarci nella condizione di chi si vede rubare il seme dagli uccelli, vivendo però nell’illusione di averne capito la lezione.

<<Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l’uomo che ascolta la parola e subito l’accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato>>.

Questo è il caso in cui non comprendiamo che si entra davvero nella realtà solo dopo aver attraversato la delusione della realtà. È come nell’amore: si può dire di amare solo quando si è attraversato l’innamoramento che finisce spesso con la delusione dell’ideale che ci eravamo costruiti nella nostra testa. Anche la fede ci delude, è solo dopo questa delusione che possiamo veramente credere. Ma molti smettono di credere proprio a causa della delusione. <<Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto>>.

L’ultimo caso fallimentare di terreno che non porta frutto è quello in cui le preoccupazioni, ma soprattutto l’illusione del possesso hanno la meglio. Chi confida nel possesso (di cose o persone) alla fine rimane con un pugno di mosche.

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Colui che ascolta la Parola e la comprende, questi dà frutto

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13, 18-23

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore.