don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del Giorno – 29 Febbraio 2020

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“Non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati”. Così Gesù liquidò le critiche della gente che mal sopportava questo suo rapporto troppo amicale con peccatori, prostitute e delinquenti vari. Certamente neanche a noi avrebbe lasciati indifferenti questa sua predilezione, ma il vero problema non ce l’ha Gesù ma noi.

Se una medicina la si prende quando si è malati, ovviamente quando si sta bene non la si prende. Quindi il problema è capire se siamo malati o meno. Ma malati di cosa? Di una malattia di cui soffriamo tutti: non sentirci amati. Quando un uomo non si sente amato non funziona, non è felice, non riesce a diventare se stesso. Così molte volte cerca di riempire da solo questo bisogno, e nel far questo combina quei grandi guai che noi chiamiamo peccati.

È strano ma la maggioranza delle volte che noi pecchiamo, lo facciamo nel tentativo di trovare una maniera di essere felici. È in questo senso che Gesù ci viene incontrò. Egli viene a ristabilire quella salute esistenziale che ci fa riappropriare della nostra vita. Ma finché pensiamo di non averne bisogno, di essere giusti, sani, autosufficienti allora non capiremo mai Gesù e non riusciremo mai a farlo sedere alla tavola della nostra storia.

Per noi Gesù è qualcuno da ammirare, per chi si ritiene peccatore invece Gesù è uno che ti cambia la vita. Matteo non ha ammirato Gesù, lo ha seguito: “Gesù gli disse: Seguimi! Ed egli si alzò e lo seguì”.

È così semplice ma allo stesso tempo così complicato comprendere tutto questo. La conversione non riguarda tanto quello che facciamo, ma come guardiamo le cose. La conversione è uno stravolgimento dello sguardo, del punto di vista, della visuale. Ritrovarsi la vita cambiata, così come se la ritrova Levi/Matteo, avviene solo se Gesù è una opzione esistenziale e non intellettuale. Matteo mette in gioco la sua vita alzandosi e seguendolo. Il Vangelo che non funziona è quello che non si mette in pratica.

II Vangelo in teoria è sempre deludente.

Commento di don Luigi Maria Epicoco al Vangelo di Lc 5, 27-32.


Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 5, 27-32 In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano». Parola del Signore