don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del Giorno – 28 Marzo 2020 – Gv 7, 40-53

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«Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, Gesù non crea consenso ma bensì dissenso.

È l’inquietudine delle cose vere. Quando una cosa è vera non è mai rassicurante. Non è mai una spiegazione che mette tutti d’accordo, ma è invece come sale su una ferita: brucia. <<All’udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: “Questi è davvero il profeta! “. Altri dicevano: “Questi è il Cristo!” Altri invece dicevano: “Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?” E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui>>.

La cosa che però commuove di più nel passo del Vangelo di oggi è l’espressione delle guardie che erano andate ad arrestare Gesù senza riuscirci: <<Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo>>.

Personalmente non troverei espressione migliore per descrivere l’impressione che Gesù ha sempre suscitato dentro la mia vita. Non ho mai sentito nessuno parlare come lui parla. E questo ovviamente non riguarda tanto il timbro di voce ma la forza del suo messaggio. Solo in Cristo ho trovato realismo, profondità, speranza, guarigione, liberazione, giustizia, comprensione, amore per i dettagli, capacità di salvare ciò che conta. Basta leggere il Vangelo per trovarsi davanti a una parola che nessuno mai ha potuto pronunciare meglio. Ma da sempre questa parola ha creato sconcerto: da una parte chi si è lasciato salvare da essa, e dall’altra chi l’ha rifiutata.

<<Ma i farisei replicarono loro: “Forse vi siete lasciati ingannare anche voi? Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!”>>.

Bisognerebbe obiettare a questi farisei che solitamente le cose che contano non sono mai passate attraverso i palazzi dei potenti, ma attraverso le vie umili della gente. Chi ha le redini del potere molto spesso cerca solo un modo per tutelare il proprio potere. Chi dice una cosa vera che viene dal basso dà inizio quasi sempre a una rivoluzione.

Hanno paura di Gesù per questo.

Commento di don Luigi Maria Epicoco al Vangelo di Gv 7, 40-53.

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