don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del Giorno – 20 gennaio 2020

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“Ora i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: <<Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?>>.

Sembra quasi irrefrenabile in noi la tentazione di volere sempre giudicare e pontificare sull’esperienza degli altri. Viviamo molto spesso nella posizione di chi spia l’erba del vicino e ne misura l’intensità del verde. È quello che emerge dalle battute iniziali del Vangelo di oggi. Infatti sia i discepoli di Giovanni che quelli dei farisei trovano insopportabile che qualcuno possa vivere la religiosità in una maniera differente.

Capita anche questo nella Chiesa. Motivo per cui possiamo sentire alcuni che apostrofano i carismatici dicendo che sono degli esaltati, e carismatici che dicono che gli altri sono morti che camminano. Sembra difficile accettare la diversità, la sensibilità diversa, l’alfabeto altro attraverso cui ognuno esprime il proprio percorso.

Ciò che ci unisce è quello che crediamo, ma il modo con cui cerchiamo di credere segue a volte percorsi differenti. Ogni movimento ecclesiale, ad esempio, corre la tentazione di sentirsi il migliore mai suscitato in tutta la storia della Chiesa. Sembra di assistere alle diatribe tra francescani, domenicani e gesuiti di qualche secolo fa. La Chiesa è una barca in cui c’è spazio per tutti. Ciò che non è mai negoziabile è la fede.

Lì si costruisce la nostra comunione. Tutti diciamo che Gesù è il Signore, ma se uno lo dice inginocchiato su di un banco e l’altro tenendo le mani alzate, che cosa c’è di così scandaloso? Pensare che il “nostro” modo è l’unico modo possibile ci trasforma tutti in intolleranti. Se uno professa il Signore con la povertà e l’altro con lo studio che cosa c’è di scandaloso? Dio agisce tanto nella povertà quanto nello studio.

La cosa da non dimenticare è quella di non far diventare mai vecchia la novità dello Spirito. “Nessuno versa vino nuovo in otri vecchi”. Quando i nostri schemi diventano vecchi, non riescono più a cogliere la novità del Vangelo.


Lo sposo è con loro.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 2, 18-22 In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!». Parola del Signore