don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del Giorno – 17 gennaio 2020

2128

“Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico”.

Tanti sono i motivi che molto spesso tengono la gente lontana dall’incontro con Cristo. A volte è bastata un’esperienza negativa da bambini, una parola detta male da qualcuno, l’atteggiamento spocchioso di qualche “praticante”, e tutto diventa un impedimento all’incontro con Cristo. Allora l’evangelizzazione non è arrendersi davanti a ciò che tiene la gente lontana da Gesù, ma trovare un modo perché questo incontro accada comunque.

Evangelizzare è scoperchiare i tetti e calare la gente dinanzi a Lui. Evangelizzare è aiutare qualcuno a non usare mai ciò che gli ha impedito fino a quel momento di incontrare Gesù come scusa per dare Solo la colpa a qualcuno. Tutti siamo impressionati da questi quattro amici spericolati che rendono possibile l’incontro con Cristo, ma quasi mai pensiamo a questo malato che si consegna a loro, si lascia portare, si lascia calare da quel tetto scoperchiato. L’incontro con Cristo avviene solo a patto che a un certo punto ci fidiamo di qualcuno, lasciamo fare lui, lasciamo che preghi per noi, che intrallazzi con Cristo al posto nostro.

Forse perché noi non abbiamo più parole, più preghiere, più fede. Lasciarsi portare, è questo che rende tutto possibile. Ma la domanda è: lasciarsi portare dove? A questo risponde il Vangelo: “Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: <<Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati>>.

È lasciarsi portare davanti al perdono. E quando dico perdono non mi riferisco solo a ciò che abbiamo fatto noi, ma anche a ciò che hanno fatto gli altri a noi. Dovremmo chiedere perdono del male fatto e anche del male subito, perché il perdono è un’esperienza di guarigione da ciò che ci ha paralizzati. E tante volte ci troviamo lì non per causa nostra, ma rifiutiamo di far arrivare su quella ferita la grazia del perdono.


Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 2, 1-12 Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». Parola del Signore.