don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del Giorno – 16 Marzo 2020 – Lc 4, 24-30

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<<Nessun profeta è bene accetto in patria>>. Potremmo tradurlo anche: <<Come è difficile accettare il bene da chi ci è più vicino». E questa constatazione la si comprende subito guardando la vita quotidiana di ciascuno di noi. Se una cosa ci viene detta da un nostro familiare molto spesso la snobbiamo, se ce la dice un estraneo la prendiamo sul serio. Se una verità ce la dice un confratello o una consorella siamo subito pronti a fare ironia, poi ci andiamo a cercare altre spiritualità e altri carismi fuori dalle nostre comunità che fondamentalmente ci dicono la stessa cosa, allora ci sembra che abbiamo incontrato la scoperta del secolo.

È una vecchia storia che si ripete sempre e che fa dire a Gesù parole duris Sime ma di infinito realismo: <<Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. Cerano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro>>.

In pratica Gesù sta dicendo che è più facile essere riconosciuti nel bene da uno che è lontano che essere riconosciuti nel bene da chi ci è vicino. Troppi pregiudizi a volte bloccano le nostre relazioni più prossime e questo non permette che in zia. Ma davanti a questa constatazione di Gesù la non è di conversione ma di sdegno.

<<All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò>>.

È più facile arrabbiarsi e attaccare che fermarsi, riflettere e accettare umilmente che Gesù ha fondamentalmente ragione. Sembra che il Vangelo di oggi voglia spingerci a rivalutare ciò che abbiamo e a renderlo efficace nel “qui e ora”.

Il bene che ci salva non è lontano ma abita con noi. Tu te ne sei accorto?

Commento di don Luigi Maria Epicoco al Vangelo di Lc 4, 24-30.

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