don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 9 Luglio 2020 – Mt 10, 7-15

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<<Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date>>. La gratuità è la vera cifra del cristianesimo. Essa consiste nel dono che non cerca contraccambio, nello sforzo che non cerca risultati. L’amore cristiano è solo amore in uscita, senza nessun altro scopo.

A noi Gesù chiede solo di amare, non di convincere gli altri o di portarli per forza dalla nostra parte. L’amore cristiano per sua natura deve essere totale e disinteressato. Ma forse è proprio qui che facciamo più fatica, perché se da una parte siamo disposti a mettere tutto noi stessi nell’amore, dall’altra è inevitabile coltivare l’intima speranza che quell’amore sia utile, che porti frutto, che ottenga qualcosa. E quando ci accorgiamo che non ottiene nulla, rimaniamo disarmati e delusi per la sua inutilità.

Ma l’amore cristiano anche quando è inutile è prezioso perché assomiglia a quell’amore con cui Cristo ha amato ciascuno di noi. Poi Gesù prosegue con altre indicazioni pratiche e significative: non sentirci sicuri di nessun altro equipaggiamento se non il semplice fatto di essere stati mandati da lui; <<Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento>>.

Cercare casa, cioè relazioni significative: <<ln qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra Portare pace, cioè essere motivo di riconciliazione e non di contrapposizione: <<Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.

Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a Rimanere liberi di annunciare senza dov costringere nessuno: <<Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città>>.


AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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