don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 9 Febbraio 2019

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“Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato”.

In questo dettaglio con cui inizia la pagina del Vangelo di oggi, troviamo forse la definizione più bella di come dovrebbe essere la nostra preghiera. Essa non deve mai diventare una formula o una formalità, ma deve essere la consegna della nostra storia, il racconto di ciò che viviamo, proviamo e pensiamo. Dio sa già tutto, ma ama sentire raccontare le cose che già sa di noi, da noi.

Se trovassimo del tempo ogni giorno per raccontargli le nostre giornate, le nostre speranze, le nostre paure, ci accorgeremmo di due cose fondamentali: la prima è che non siamo soli; la seconda che quando si trova il coraggio di raccontare a qualcuno ciò che si vive, si ha molto spesso la grazia di capirne anche il senso. La risposta di Gesù è innanzitutto l’ascolto. Li lascia parlare. Ma invece di assecondarli nella loro logica da conquistadores, li riporta a ciò che conta di più: “Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare”.

Ecco ciò che conta, recuperare un modo per restare umani nonostante le corse che la vita ci impone. Delle volte non abbiamo più nemmeno il tempo di respirare, di accorgerci, e andiamo avanti affogando nelle cose da fare. Incontrare Gesù, specialmente nella preghiera, significa incontrare qualcuno a cui non stanno a cuore i nostri impegni, i nostri risultati, le nostre conquiste, ma a cui stiamo a cuore noi. È come se Gesù dicesse a ciascuno di noi: “A me interessi tu”. E poco importa se poi la vita intorno a noi continua con le sue impellenze.

Quando ci si sente amati e guardati così, si trova una forza nuova e misteriosa per andare avanti con un profondo senso di pace. La preghiera infatti non cambia la nostra vita, cambia noi. La preghiera cambia il mondo perché cambia il nostro cuore, facendolo sentire amato.

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Mc 6, 30-34
Dal Vangelo secondo Marco


In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.