don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 3 Marzo 2021 – Mt 20, 17-28

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«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Queste parole segnano in maniera profonda l’intimità che Gesù costruisce con i suoi discepoli mentre si avvicina a Gerusalemme. Infatti l’intimità non nasce semplicemente dal passare del tempo insieme, o dal fare delle cose insieme, ma dal consegnare all’altro ciò che di più vero e decisivo accade nella nostra vita. Non di rado pensiamo di avere molti amici, ma l’amicizia vera non è intrattenimento, non è parlare sempre di banalità ma è poter entrare in intimità con l’altro, e ciò accade nella misura in cui si è capaci di discorsi profondi.

Gesù sembra fare con i suoi discepoli esattamente questo. Nel Vangelo di oggi consegna loro una grande verità profonda della sua vita. Ma la reazione è strana:

“Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?»”.

Come è possibile che davanti alla consegna più intima di Gesù la reazione di chi gli sta intorno è accaparrarsi i posti migliori, secondo una logica mondana che non ha nulla a che fare con ciò che Cristo è venuto ad annunciarci? Non viviamo anche noi oggi la medesima tentazione?

Non sembra che nelle nostre famiglie, nei nostri posti di lavoro o nelle nostre comunità cerchiamo solo di cercare una nostra convenienza senza prendere sul serio il cuore stesso del messaggio di Gesù? Ma credo che tutto ciò accada come un meccanismo inconscio di difesa. Abbiamo paura della croce. Abbiamo paura di prendere sul serio le parole di Gesù, e per questo preferiamo vivere per cose banali, mondane, lontane dallo spirito del Vangelo.


AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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