don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 3 Maggio 2019 – Gv 14, 6-14

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<<Signore, mostraci il Padre e ci bast>>. Le parole di Filippo sono una richiesta che approveremmo tutti. Sono le parole di uno che non ha capito niente ma che muore dalla voglia di andare al nocciolo della questione della fede perché sa benissimo che andare al nocciolo della questione della fede significa andare al nocciolo della questione della propria vita, della propria storia, della propria esistenza.

<<Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre”. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?”>>.

Ecco qual è il nostro vero problema di credenti: noi magari crediamo che Dio esista, ma ancora non abbiamo fatto esperienza che la “via di Dio” è Gesù Cristo, il Figlio. Forse non abbiamo ancora fatto un’esperienza forte di Gesù. La faccenda è seria perché è come se uno sapesse che l’amore esiste ma ancora non ha incontrato nessuno che lo ami concretamente.

Quando tu incontri quel qualcuno allora l’amore per te non è una semplice ipotesi ma un fatto. La stessa cosa accade nella nostra fede: finché non facciamo davvero esperienza di Gesù Cristo la nostra fede è solo un’ipotesi, una vaga credenza sul fatto che da qualche parte esista un Dio, ma ancora non abbiamo toccato davvero che quel Dio non solo esiste ma che ci ama e ha cura di noi. Cristo è questa concretezza di Dio.

Il nostro essere legati a Lui significa essere legati a ciò che trasforma Dio da un’intuizione a un fatto. Cercare Gesù concretamente è permettergli di lasciarci toccare attraverso dei fatti. Non dobbiamo accontentarci di mettere in ordine nelle nostre idee. La fede non è solo avere una visione della vita, ma è un incontro da cui nasce una visione nuova. Per questo ogni fatto che ci accade potrebbe essere potenzialmente Cristo stesso che tocca la nostra storia.

Ogni fatto è un’occasione. E importa poco se è buono o brutto, doloroso o gioioso. Gesù ha il potere di trasformare in occasione ogni cosa, e così farci sperimentare che ogni cosa che fa sua, può portarci al Padre.

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Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14, 6-14

In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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