don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 26 Novembre 2019

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Immaginate di guardare qualcosa che vi piace molto della vostra vita. Immaginate di sentire crescere dentro di voi soddisfazione, compiacimento. Immaginate il vostro lavoro costruito con sacrifici.

La vostra laurea, il vostro matrimonio o la vostra consacrazione. Cosa ci sarebbe di male a sentirne soddisfazione e compiacimento? Nulla. Ma ora accostate a questa esperienza le parole da guastafeste che Gesù usa nel Vangelo di oggi: “Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: <<Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta>>.

Perché Gesù interviene in questo modo? Forse lo fa per svegliarci da una mancanza di realismo che caratterizza il nostro giudizio sulle cose. Infatti se tutto quello che c’è nella nostra vita non ha un fondale di vita eterna, che valore ha realmente? È destinato a finire, a rovinarsi, ad essere distrutto.

Se il bene che vuoi a una persona non ha un fondale di vita eterna, quanto pensi di riuscire a durare in quel bene e in quella relazione? Il tempo dell’abitudine. Infatti come arriva il cancro dell’abitudine subito tutto ci annoia, si rovina, si distrugge. Ma se tu vuoi bene a una persona guardandola in un’ottica più profonda, allora comprendi che se non c’è una vita eterna su cui si poggia quella relazione, finirà presto.

E cosa significa fondarlo in un’ottica di vita eterna? Amare. E cos’è l’amore in pratica: accogliere l’altro per com’è, aiutarlo a diventare sé stesso, perdonarlo, accompagnarlo, sostenerlo, cioè in pratica fare quello che Gesù ha fatto con noi. Le cose bagnate da un amore simile, non finiscono facilmente, le altre sono destinate a perire.

Ma gli ascoltatori del vangelo di oggi sembrano più interessati a scoprire quando avverrà questa distruzione, senza accorgersi che la cosa che conta di più è capire su cosa fondare la propria esistenza. Le cose di questo mondo passano, quelle di Dio no. Tu le sai riconoscere?

Commento di don Luigi Maria Epicoco.


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Non sarà lasciata pietra su pietra.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21, 5-11

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Parola del Signore

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