don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 25 Luglio 2021 – Gv 6, 1-15

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AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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Leggi il brano del Vangelo di † Gv 6, 1-15

“Gesù, alzàti gli occhi, vide una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: ‘Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?’. Diceva così per metterlo alla prova”.

Immagino il sorriso sornione di Gesù mentre il povero Filippo guarda a tutte quelle migliaia di persone e si toccava il portafogli sapendo che non c’erano dentro abbastanza soldi per dare nemmeno un morso di pane a tutti. Ma l’esperienza di Filippo è la stessa esperienza che facciamo noi quando davanti alla sproporzione delle cose che ci accadono ci sentiamo rivolgere la stessa domanda:

“E adesso dove troverai tutte le forze per affrontare questo?”.

Pensando a queste esperienze credo che anche noi smettiamo di sorridere, perché la faccenda è seria. C’è sempre la presa di coscienza di una grande sproporzione che c’è tra le nostre forze e ciò che ci tocca vivere. Se ci pensiamo davvero, sperimentiamo lo stesso spaesamento che avrà provato il povero Filippo. Solo un miracolo può salvarci. E il miracolo accade.

“Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: ‘C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?’”.

Bisogna avere almeno l’umiltà di sapere quel poco che si ha. Se sappiamo fare solo l’elenco di ciò che ci manca rimaniamo schiacciati dal solo pensiero delle cose. Gesù moltiplica quei cinque pani e due pesci, ma moltiplica non crea. Moltiplicare cinque è cosa diversa dal moltiplicare zero. Nessuno di noi ha zero. Ha qualcosa, che non sarà certamente abbastanza.

Lo metta però con fiducia davanti al Signore ed Egli farà il resto. L’errore è il pensare che il poco che noi abbiamo non conti nulla. In realtà non conta nulla quando rimane da solo, ma quando è consegnato a Lui non solo basta ma avanza. Non è magia, ma è il miracolo del possibile offerto con fiducia. Dovremmo diventare esperti nel fare questo tipo di miracoli, cioè nel fare ciò che ci è possibile fare senza pretendere da noi stessi l’impossibile.

Quest’ultimo lasciamolo a Lui.


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