don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 24 Dicembre 2019

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Ci sono cose che ti tolgono letteralmente la parola e cose che te la ridonano. Perdere la parola è quasi sempre dovuto all’incapacità di capire fino in fondo quello che si sta vivendo, riaverla invece è frutto di una gioia inaspettata che sblocca quella paralisi della testa e del cuore, smuovendo così anche la lingua.

Zaccaria perde la parola perché alle parole di Gabriele non aveva creduto e aveva contrapposto ad esse i suoi limiti. Ma quando le parole di Gabriele diventano reali, quando quelle parole si fanno cronaca, allora Zaccaria non può che tornare a fidarsi della cosa giusta, torna ad avere parole giuste al momento giusto. Credo che a poche ore dal natale la nostra situazione sia uguale. Tante cose in questo anno ci hanno tolto la parola, forse perché le abbiamo vissute a partire dai nostri limiti e fidandoci solo di essi, invece  ora che il natale è alle porte, Dio ci domanda di accogliere Qualcuno che se la cava meglio dei nostri limiti e delle nostre forze.

Se faremo spazio a Lui, allora troveremo per questo nuovo anno parole nuove, forze nuove, direzioni nuove, così come canta Zaccaria: “Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberà dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni”.

Zaccaria ripercorre tutta la storia della salvezza riuscendo ad intuire il filo rosso che collega le cose. Sarebbe bello riuscire anche noi a intuire il filo nascosto che unisce quello che abbiamo  vissuto, e così comprendere che Dio non spreca nulla di tutto quello che ci capita. E che la maniera migliore per capire le cose è esserne comunque grati, essere capaci di dirlo ad alta voce di raccontarlo come meglio crediamo. Zaccaria canta, e mentre canta la sua gratitudine, ne capisce anche il senso. La gioia è l’esperienza di vedere diventare fatto ciò che si è sempre è solo sperato nel cuore.

Tra poche ore questa sarà l’esperienza di ciascuno di noi.


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Ci visiterà un sole che sorge dall’alto.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 1, 67-79   In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:   «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.   Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.   E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.   Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Parola del Signore

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