don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 21 Novembre 2020 – Lc 20, 27-40

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Oggi la liturgia ci fa celebrare una memoria mariana tradizionale: la presentazione della beata Vergine Maria al tempio. La provvidenza ci dona un brano del Vangelo di Luca in cui apparentemente non si fa nessuna menzione di Maria, ma come sfondo di tutto il racconto c’è comunque una donna che si porta addosso un triste destino di vedovanza ripetuta.

La storia è palesemente inventata dai sadducei, classe di ricchi possidenti che fanno parte dell’aristocrazia sacerdotale, e che non credono nella risurrezione, né tanto meno negli angeli, negli spiriti o alle tradizioni dei farisei. Sono i materialisti del tempo di Gesù.

Raccontano la storia di una donna che è andata in sposa a sette fratelli, ma che non ha dato figli a nessuno di loro: <<Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie>>. Gesù parte da questa provocazione per fare un ragionamento spiazzante.

Non solo la risurrezione è vera, ma è anche radicalmente diversa da tutte quelle aspettative umane legate alla nostra cultura e alle nostre tradizioni: <<I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui>>.

La vita eterna non è più una vita segnata dal possesso. La vita eterna è la realtà del dono, dell’esperienza della gioia che viene dal dare e non dal prendere, dal possedere, dallo strumentalizzare. La risurrezione introduce a una vita non segnata più dalla morte, né tanto meno dalla generazione.

E’ vita altra, inimmaginabile, ma pur sempre presente in quelle stesse Scritture in cui i sadducei credono ma che non comprendono.

Misteriosa non è sinonimo di inesistente.


AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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