don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 2 Giugno 2021 – Mc 12, 18-27

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AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva – ABBONATI A 12 MESI (12 NUMERI) A 34,90€


I sadducei non credono alla resurrezione per questo pongono a Gesù una domanda a trabocchetto:

“Vennero a lui dei sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e lo interrogarono”.

Usano la storia di una donna che sposa uno dopo l’altro sette fratelli, rimanendo di volta in volta vedova e senza avere figli da nessuno di loro. Il caso è complicato. La donna è proprietà del marito nella mentalità dell’epoca, e se è vero che ci sarà la resurrezione, quando ciò accadrà come si potrà risolvere la questione della proprietà di questa donna che ha sposato legalmente e infruttuosamente questi sette fratelli?

Chi fa questa domanda sembra già sapere che non può esserci una soluzione a una questione così particolare. Ma l’errore è esattamente nella matematica che si applica a una questione simile. Di chi sarà dunque questa donna? “di nessuno” risponde Gesù, perché la logica della resurrezione ci libera anche da tutte le logiche di possesso con cui è caratterizzata questa vita. Questa donna sarà libera e non dovrà più essere trattata come una proprietà da accaparrarsi:

“Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.”.

Dobbiamo immaginarci il totale silenzio e sgomento che Gesù lascia in chi lo ascolta. Ha così ragione che appare ridicolo chi ha posto la domanda. E penso a quanto possiamo apparire ridicoli noi quando continuiamo a pensare e a pensarci sempre secondo le logiche del possesso e la mentalità di questo mondo.

La fede ci chiama a superare le logiche di questo mondo, e a comprendere che la vita che ci dona Cristo non è la stessa vita solo migliorata, ma è una vita nuova, radicalmente nuova, così nuova che dobbiamo imparare a ragionare in maniera completamente diversa. Dobbiamo farci nuovi anche nella mente. Senza questo rinnovamento la fede nella resurrezione appare una sorta di ingenuità fanciullesca che affermiamo senza convinzione.     


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