don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 18 Luglio 2020 – Mt 12, 14-21

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Credo che oggi sia utile rallentare il passo del Vangelo e fermarci su ogni dettaglio iniziale. <<I farisei però, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo. Ma Gesù, saputolo, si allontanò di là>>.

Siamo troppo spesso abituati a credere che Gesù riscuota solo successi, ma la verità è che la prima reazione al suo messaggio è il rifiuto. E lo è per un motivo molto semplice: vivere secondo la visuale del Vangelo comporta la messa in discussione di tutti quegli equilibri precari che ci siamo costruiti negli anni, e che magari non ci rendono felici ma che almeno ci aiutano a restare a galla.

Gesù mettendo in discussione l’attaccamento a schemi e regole fisse, destabilizza la nostra sopravvivenza precaria. Ma chi si lascia mettere in discussione da lui trova un equilibrio più profondo e più decisivo. Di certo però egli non si impone, ma si propone alla nostra libertà, per questo davanti al rischio di essere ucciso egli va via.

<<Molti lo seguirono ed egli guarì tutti, ordinando loro di non divulgarlo>>. Ma chi lo prende sul serio si ritrova guarito. È la guarigione della sequela. Questa parola non molto usata sta a significare la capacità di camminare dietro a qualcuno, riconoscendone l’autorevolezza.

Il Vangelo sembra suggerirci due immagini: la prima è la fede come cammino e non come semplice convinzione; la seconda è la guarigione che da essa scaturisce che non può restare nascosta nel semplice cuore di chi l’ha ricevuta. Il cammino ci ricorda la gradualità, il bisogno di darsi del tempo, il saper pazientare per imparare a vivere secondo ciò che Gesù insegna.

La guarigione non ci fa perdere di vista il fatto che la fede non è una gara con noi stessi in cui cerchiamo di dimostrare la nostra bravura, ma una guarigione che ci cambia essenzialmente nella parte più decisiva della nostra vita. Infatti dall’incontro con Gesù la vita torna ad essere veramente viva. La grande domanda però è: si può obbedire al suo comando di non dire niente a nessuno? In realtà no.

È questa la radice dell’evangelizzazione.