don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 18 Giugno 2021 – Mt 6, 19-23

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AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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Leggi il brano del Vangelo di † Mt 6, 19-23

La pagina del Vangelo di oggi va spedita su un’indicazione decisiva:

“Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”.

Scopri in che posto hai messo il tuo cuore e capirai cosa tu consideri tesoro. Potresti rimanere stupito. Potresti accorgerti che la banca dove hai depositato il tuo cuore non è particolarmente sicura e più che renderti qualcosa ti consuma in ansia, paura ed energie. Potresti accorgerti che ci sono posti dove i tesori si consumano e dove ladri scassinano e rubano. E poi invece ci sono posti che sono luoghi sicuri dove il tuo cuore ti frutta cento volte tanto e ti garantisce un retrogusto di paradiso già sulla terra.

In certi investimenti bisogna essere santamente furbi. Convincersi ad esempio che le persone che amiamo sono sempre investimenti sicuri, significa rimanere male non appena quelle stesse persone sbagliano o vengono in qualche maniera meno alle tue aspettative. Pensare che la carriera o la semplice realizzazione umana ti darà solo soddisfazioni significa condannarsi ogniqualvolta incontreremo una difficoltà o un fallimento. Solo il cielo è un posto sicuro dove mettere il cuore perché se il tuo cuore è lì allora funziona anche la terra. E funziona perché puoi amare e perdonare, puoi lavorare e non prendertela di ogni difficoltà. Poi il Vangelo continua:

“se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!”

che tradotto significa che non è solo importante la luce, ma è importante in che modo quella luce entra dentro di noi. Se ci sono ferite, impedimenti, peccati che ostruiscono la vista della luce, allora dentro di noi è buio fitto. Un po’ come coloro che invece di prendersela con il sole che non illumina abbastanza si devono accorgere che se pulissero i vetri delle finestre la situazione cambierebbe radicalmente. È più facile prendersela con Dio, ma delle volte siamo noi il problema.

 


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