don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 16 Giugno 2021 – Mt 6, 1-6.16-18

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AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva – ABBONATI A 12 MESI (12 NUMERI) A 34,90€


Tutti cerchiamo di essere riconosciuti in quello che facciamo. L’applauso non è solo vanità, a volte è bisogno di essere dichiarati vivi da parte degli altri. Ma l’amore vero, quello libero interiormente, agisce silenziosamente, gode solo di amare e non di sentirsi dire grazie.

“State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli”.

Dovremmo passare dalle logiche dell’apparenza alle logiche dell’appartenenza. Perché chi vuole apparire cerca conferme, chi si sente parte di qualcuno cerca invece solo il bene di questo qualcuno senza altre conferme. C’è sempre una latente disperazione nella rincorsa a mettersi in mostra.

I nostri social sono diventati delle vetrine dove si fa a gara a mettere in bella vista la vita e a ricercare i like più numerosi. Solitamente è vuoto d’amore. Chi si sente amato non cerca conferme perché ha già dalla sua parte l’amore, e proprio per questo sa vivere tutto con più discrezione e mai ostentando:

“E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

Così il nascondimento diventa il luogo della libertà e non la punizione per cui se non appari non esisti. Tanto più rifuggiremo di metterci in mostra, di cercare contraccambio, di volere che gli altri se ne accorgano, tanto più significherà che ci sentiamo amati e liberi, e proprio per questo non cercheremo niente di più.

Gesù ci parla nel Vangelo non per farci venire i sensi di colpa, ma per saper leggere i sintomi della nostra vita e così capire davvero qual è il nome del nostro problema. Sarebbe bello se la testimonianza della nostra fede cristiana passasse anche in una misura rispetto all’ostentazione della vita. La vita spirituale è il luogo dove dovremmo sentirci amati fino al punto da non cercare in maniera compulsiva conferme intorno a noi. Ma è questo che ci dà la vita spirituale?

O è diventata anch’essa un altro modo per metterci in mostra?


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