don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 13 Agosto 2020 – Mt 18,21 – 19,1

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L’iperbole con cui si apre il Vangelo di oggi rimane impressa nell’immaginario collettivo di tutti: <<“Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”>>.

E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte Eppure il problema del perdono rimane un problema irrisolto. Non basta infatti sapere che Gesù ci dice che dobbiamo perdonare all’infinito, il vero problema è la sensazione che abbiamo di non avere in mano noi le redini del perdono.

Infatti ci sono delle situazioni che noi vorremmo perdonare, ma il dolore, la rabbia che ci portiamo dentro sembrano più forti della nostra stessa volontà e del nostro stesso proposito. Ma è proprio qui che forse dovremmo fermarci un istante e sostare. Perdonare significa smettere di provare dolore e sofferenza per il male ricevuto? Ciò che riguarda i nostri sentimenti non riguarda più la nostra volontà. Non possiamo comandare a noi stessi di sentire o non sentire qualcosa.

La rabbia, come il rancore, o l’amore e la gioia, non sono cose che proviamo a comando. Sono cose che ci capitano senza che noi possiamo fare molto, La nostra volontà però può decidere che cosa farne di quella rabbia, di quel dolore, o di quell’amore e di quella gioia. Cioè la nostra volontà può decidere cosa fare di ciò che sentiamo e che molto spesso non abbiamo deciso noi.

Perdonare allora significa non lasciare decidere la rabbia e la sofferenza al posto nostro. È opporre resistenza a ciò che essi suggeriscono. Perdonare è disobbedire al dolore che ci chiede vendetta. Bisogna ragionare come un bambino piccolo che piange perché qualcuno l’ha spinto, ciò che lo calma è essere preso in braccio dalla madre, ed è proprio a quella madre che racconta P accaduto e chiede giustizia.

Noi saremo capaci di perdono solo se ci lasceremo prendere in braccio dall’amore di Dio, se chiederemo a lui la miglior giustizia che lungi dall’essere vendetta (cioè reazione), è occasione di crescita per tutti i coinvolti.


AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva

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