don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 11 Maggio 2022

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“Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”.

L’affermazione che Gesù dice nel Vangelo di oggi ci dona una chiave di lettura molto bella della nostra vita. Il valore della luce è proprio quello di fare arretrare le tenebre. Credere in Gesù significa lasciarlo essere quella luce che fa arretrare le tenebre dentro cui molte volte ci sentiamo prigionieri. Sono tenebre che ci tengono in ostaggio di ragionamenti che non ci lasciano respirare e ci condannano all’ansia e al panico. Sono le tenebre di alcuni sentimenti ed emozioni che ci tirano sempre verso il basso.

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Sono le tenebre delle nostre scelte sbagliate che ci fanno cercare nel peccato la felicità che può darci invece solo l’amore. In un inno della liturgia delle ore così cantiamo: “Senza te siam sommersi in un gorgo profondo di peccati e di tenebre”. Ha ragione Gesù nel gridare questa verità: vivere senza di Lui significa vivere al buio. Ma molto volte facciamo fatica a farlo entrare perché abbiamo paura di accendere la luce. Abbiamo paura di essere condannati, di non essere più degni di amore, di scoprire tutto ciò che di brutto ci abita. Ma è Gesù stesso a rassicurarci:

“Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo”.

Gesù non è venuto per condannare ma per salvare. In Lui non troviamo un giudizio di condanna ma un’esperienza di misericordia. È la misericordia di un amore che ci viene a cercare nel nostro buio. Forse dovremmo imparare a fare spazio a questa luce, a lasciare che l’esperienza dell’incontro con Lui ci porti man mano a rivelarci, ad accendere la luce su ciò che teniamo nascosto. Chi vive con Cristo non ha più bisogno di nascondersi, non ha più paura di ciò che è, e di ciò che lo abita. Chi lascia entrare Cristo sperimenta una vita che possiamo definire autentica.

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L’immagine che usa Gesù nel Vangelo di oggi è di grande efficacia, infatti la luce in sé non si vede, è in un certo senso invisibile. Tu vedi la luce solo quando incontra un oggetto perché lo illumina, lo rende visibile. Gesù di se stesso dice di essere colui che rende davvero visibile le cose, la vita, noi stessi. Chi si mette fuori dalla luce preferisce il buio, la mancanza di visione, la dittatura del proprio sentire. È come chi vuole attraversare una stanza buia fidandosi solo della percezione che prova. La luce accesa ti permette di attraversare un luogo senza che le cose che sono in esso diventino un ostacolo, un impedimento, un inciampo. E Gesù aggiunge che questa luce di cui è portatore ha una fonte inscindibile da Lui, cioè Suo Padre: […] CONTINUA A LEGGERE IL COMMENTO QUI

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