don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 11 Maggio 2019 – Gv 6, 60-69

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<<Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?>>.  Nessuno. Questa è la verità. Nessuno può capire davvero. Ma Gesù incalza: <<Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: “Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono al cuni tra voi che non credono”>>.

Oltre la faccenda del corpo e del sangue, Gesù aggiunge quello della risurrezione. La faccenda sta diventando troppo pesante per essere sopportabile da un pubblico che finché vede miracoli e prodigi rimane come spettatore a meravigliarsi e ad applaudire, ma come sente che deve entrare in una dinamica più profonda di compromissione (mangiare non è forse una forma profonda di compromissione con la realtà?) allora fa resistenza.

“Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui”. C’è un tempo in cui il cristianesimo può fungere anche da intrattenimento, ma lo spirito solitamente piano piano fa spegnere ogni tipo di effetto speciale, e toglie ogni conforto emotivo, e lo fa affinché le persone smettano di comportarsi da spettatori e comincino a ragionare da protagonisti.

Per esempio è facile pregare quando si sentono tante emozioni confortanti, ma chi è disposto a pregare quando non sente più nulla? Eppure la preghiera che conta di più è quella fatta in un simile stato. La maggior parte di noi, finita l’onda emotiva, leva le tende e torna a casa. Ma un discepolo è proprio allora che diventa davvero discepolo.

E perché? Ce lo spiega Pietro: <<Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?”. Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”>>.

Ecco il motivo. Noi non possiamo andare via perché sappiamo che c’è qualcosa che conta più delle facili emozioni, qualcosa che è al di là anche del non sentire più nulla: è lui!

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Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6, 60-69

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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