don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 11 Aprile 2021 – Gv 20, 19-31

474

La miseria più grande nella mia vita non sono i miei peccati, ne le mie debolezze, ne tanto meno gli spigoli del mio carattere. La miseria più grande della mia vita è quel retrogusto di incredulità che attraversa un pò tutto ciò che sono, che penso e che faccio.
E’ la stessa incredulità di Tommaso; è l’incredulità di chi fa fatica a fidarsi di qualcuno diverso da se stesso. Bisogna avere molta misericordia per chi è affetto da questa fatica di credere. Gesù usa con Tommaso un abisso di misericordia perchè gli permette di “toccare” ciò che fa fatica a credere.
La Misericordia è poter fare un’esperienza d’amore talmente forte da non avere bisogno più di nient’altro. In questo senso siamo tutti bisognosi di Misericordia, tutti bisognosi di sentirci amati e liberati dal dubbio che forse è solo una nostra suggestione mentale o una facile consolazione per affrontare la dura realtà. «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Avere fede significa non avere più bisogno di prove per credere all’Amore che ci ha voluti, ci ha dato la vita e ci ha salvato. Se tu sei certo di essere amato tu hai fede. Se tu conosci il nome di questo Amore, tu hai fede. Gesù è il nome di questo Amore. Gesù è il fatto che ha trasformato l’Amore in un’esperienza. Oggi preghiamo affinchè molti possano sperimentare la Misericordia, cioè possano essere convinti e cambiati dall’Amore. #domenicadivinamisericordia


AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
PAGINA FACEBOOK
FONTE: Amen – La Parola che salva – ABBONATI A 12 MESI (12 NUMERI) A 34,90€

Articolo precedentedon Nicola Salsa – Commento al Vangelo del 11 Aprile 2021
Articolo successivoPapa Francesco – Omelia della Santa Messa della II Domenica di Pasqua (o della Divina Misericordia) 11 Aprile 2021 – testo, video e audio