don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 10 Novembre 2021

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AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva – ABBONATI A 12 MESI (12 NUMERI) A 34,90€


C’è un dettaglio che colpisce particolarmente nella preghiera del Vangelo di oggi: non è un singolo, ma un gruppo a pregare Gesù. Sono dieci lebbrosi, il dolore li ha messi insieme. La malattia terribile della lebbra ha cancellato ogni divisione tra di loro. Non importa più se sono ricchi o poveri, laureati o analfabeti, biondi o bruni, il dolore li ha messi in condizione di solidarizzare tra di loro.

È la medesima esperienza che vediamo tra coloro che hanno vissuto o vivono la stessa difficoltà. Tendono a mettersi insieme, a fare gruppo, a fondare associazioni.

“Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!»”.

Il Vangelo sembra volerci dire che anche una cosa difficile delle volte ha dei risvolti inimmaginabili. A volte cose così brutte ti mettono accanto compagni e amici che forse non avresti mai incontrato. La seconda caratteristica la si trova subito dopo:

“Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati”.

Gesù non fa resistenze davanti alla preghiera di amici così, immediatamente li ascolta. Ma c’è da dire però anche che questi dieci disgraziati non tentennano un secondo davanti alle parole di Gesù che gli intima di andare dai sacerdoti, pur sapendo che si va dai sacerdoti solo dopo essere stati guariti.

In pratica si mettono in cammino senza avere ancora una guarigione evidente ma certi che l’avrebbero ricevuta. E infatti furono sanati proprio sulla strada. Ma è proprio a questo punto che le loro strade si dividono:

“Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano”.

Dei dieci solo uno torna indietro a ringraziare. Il Vangelo sembra suggerirci che soffrire è di tutti, avere fiducia è di tanti, ma essere grati è davvero di pochi. Ma solo a chi scopre la via della gratitudine Gesù promette non solo guarigione, ma salvezza.


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