don Luciano Vitton Mea – Commento al Vangelo del 21 Novembre 2021

16

Un re il cui regno non è di questo mondo. Un re venuto a rendere testimonianza alla verità. Un re consegnato dalla sua gente ad uno scettico come Pilato. La regalità di Cristo, celebrata al termine dell’anno liturgico, propone queste note di una regalità provocante e sfuggente le categorie umane di ogni tempo. Tutti gli uomini o quasi, vorrebbero un Dio che regni, che governi, che stabilisca la giustizia, che difenda gli ultimi, che garantisca la pace….ma non in questo modo; non al modo di Gesù. E Gesù non è un re che rifiuti il confronto alienandosi e alienando i suoi discepoli dal mondo; piuttosto pone implicitamente sotto denuncia i tanti modi di esercitare il potere affermandolo illusoriamente con l’esercizio della violenza e della sopraffazione. Nessun regno di questo mondo, però, dura. Chi, in questo mondo ascolta la voce di Gesù che rende testimonianza alla verità, costruisce un regno che, apparentemente fallimentare, si radica invece nel futuro di Dio. L’unico vero e possibile. […]

Continua a leggere il commento di don Luciano sul sito nondisolopane.it


Articolo precedentep. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 21 Novembre 2021
Articolo successivoArcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 21 Novembre 2021