don Gabriele Nanni – Commento al Vangelo del 5 Aprile 2021

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Il Risorto è in noi

L’annuncio dell’evento della risurrezione di Gesù attraversa la Storia attraverso i Testimoni del Risorto, i quali credettero alle Scritture.
Nelle Scritture troviamo una costellazione di riferimenti al Messia, alla sua natura divina, alla sua consegna alla morte ed alla sua risurrezione. Gesù stesso per tre volte lo preannuncia ai suoi: tutto quello che era stato predetto avvenne.
Tuttavia, la durezza di cuore impedisce alla mente di capire e di credere. Quello che sarebbe chiaro per i fatti, rimangono oscure profezie, e motivo di dubbio a causa del cuore che non è aperto allo Spirito di Dio.

Così accade che gli ostili rimangono nella menzogna; i sacerdoti pagano le guardie messe al sepolcro perché annuncino il falso; gli apostoli ricevono l’annuncio della risurrezione, ma non credono. Davanti alla tomba vuota, Pietro e Giovanni sono convinti di un furto del cadavere: solo allora Giovanni, vedendo le bende, comprende le Scritture e crede.
Pietro rimane nel dubbio, così Tommaso, così i due discepoli diretti ad Emmaus lo stesso giorno.
La realtà della Risurrezione di Gesù è il punto di arrivo della sua missione: in quanto risorto Gesù Cristo siede alla destra del Padre e riceve il potere su ogni creatura; a lui è dato il giudizio, e la potenza per separare il demonio ed i figli delle tenebre dai figli della luce, per assicurare un Regno di Pace a chi ama Dio.

La chiave di tutto sta nella fede nella sua risurrezione. Essa però non è manifestata a tutti, proprio perché la fede non è contemplazione, ma luce oscura, che chiede un atto del cuore che vuole credere a quello che è stato annunziato.
Solo dopo l’atto di fede che persevera nelle prove, Gesù concede il dono della contemplazione della sua realtà divina come egli è: infatti, vedere Dio è il premio per coloro che sulla terra hanno creduto superando la prova del credere senza avere visto. La ricompensa della fiducia è dunque il vedere, la prova sta nel credere alla Parola.

La Parola fu affidata a uomini, che chiamiamo profeti di Cristo, che anticiparono nei secoli gli eventi della salvezza, poi la risurrezione del Cristo fu affidata agli angeli e dagli angeli agli uomini o ad alcuni uomini scelti per la loro missione particolare.
Gli apostoli, riluttanti a credere furono costretti a vedere il Risorto, ma ciò a nostro beneficio, che dalla loro testimonianza abbiamo ricevuto la fede, ovvero quello che Dio ci chiede di credere attraverso l’esperienza degli Apostoli.
Costoro, riluttanti a credere, furono messi davanti all’evidenza del Risorto, perché essi avrebbero avuto il compito di costituire il fondamento della fede trasmessa alle generazioni future.

Vinse Gesù la loro riluttanza a credere, apparendo prima nel cenacolo la sera del giorno della risurrezione e poi in Galilea, sulla riva del mare. Ma l’evento che rivoluzionò il cuore di costoro e li mise in grado di comprendere nel cuore la realtà del Cristo risorto, fu lo Spirito Santo dopo la Pentecoste.

Il cuore indurito venne guarito e trasformato, allora il Risorto cominciò a vivere in loro, ed essi divennero gli Apostoli intrepidi fino alla morte dell’annuncio del Risorto e del perdono dei peccati mediante il suo sangue sulla croce.
È fondamentale dunque credere alla trasmissione della Parola dei Vangeli, perché solo la fede alla Parola permette di dischiudere la mente e indirizzare la volontà alla fede in Gesù e poter ricevere la pienezza del suo Spirito.

La Pentecoste personale è la pienezza della comunione con Dio attraverso lo Spirito del Risorto che vive in noi. La fede nel mondo è affidata alla nostra fede nella Parola del Vangelo, e con essa alla vita divina nell’anima per mezzo dello Spirito Santo. Noi siamo gli strumenti della propagazione della luce, ma tutto passa attraverso la fede semplice, sincera e schietta del Vangelo. Solo così la Parola si trasforma in Parola viva e vivificante. Oggi siamo noi i Testimoni incaricati della Risurrezione.

Dio vi benedica!
Gabriele Nanni

Fonte YOUTUBE | SPREAKER