don Gabriele Nanni – Commento al Vangelo del 27 Agosto 2021

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LA VEGLIA DEI CUORI CHE AMANO

L’indicazione immediata è data da un’esortazione, un imperativo: “Vegliate!” poiché non conosciamo né il giorno, né l’ora. Ma comprendere perché bisogna vegliare non è dato a tutti.
Le parabole, non sono esemplificazioni di concetti complessi, ma sono rappresentazioni simboliche che nascondono una molteplicità di contenuti.

Il loro scopo è quello di essere destinato a tutti, ma la comprensione vera si apre solo a chi ha la mente, lo spirito disposto alla comprensione del mistero della salvezza, il mistero del peccato e della redenzione.
Infatti, il conoscere apertamente è una contemplazione della realtà spirituale di Dio. Tale conoscenza scopre anche la disposizione del proprio cuore all’accoglienza o al rifiuto di Dio, come avvenne per gli angeli decaduti.

All’uomo, per il suo stato di oscurità e prigionia è concesso il tempo, ovvero uno spazio di dilazione della conoscenza della Verità, ed in tale spazio, è donata la possibilità di un percorso di svelamento e di decisione.
La responsabilità della scelta del cuore diventa piena in proporzione alla lucidità della comprensione e quindi della decisione: “A chi molto fu dato, molto verrà richiesto”, perciò è una grazia, a chi rifiuta Dio, conoscere solo in parte il mistero di amore di Dio, poiché il rifiuto pieno e lucido di Dio implica una responsabilità maggiore nella scelta del male.

La parabola delle Dieci Vergini indica un tempo di attesa per un evento: il ritorno di Cristo ed il giudizio delle anime, cioè dell’uso del tempo di attesa del ritorno del Signore.
Il ritardo gioca un ruolo fondamentale per il discrimine tra chi veramente attende e chi sembra attendere, ma in realtà passa il tempo con altro intento.

Il tempo dunque è un elemento connesso con l’attesa, non è lo spazio che noi possiamo gestire e dissipare a piacimento, ma prezioso dono che misura la volontà profonda dell’anima; l’uso del tempo rivela quello che veramente è l’orientamento del cuore.
Le dieci vergini hanno una partenza simile, sono tutte chiamate all’incontro con lo Sposo, ma due gruppi si formano durante il ritardo della venuta del Signore: quelle che pur assopendosi sono concentrate sull’evento e quelle che cercano di passare il tempo, come se l’evento fosse un fatto secondario.

Nel cuore di questo gruppo che si sta formando non c’è pieno interesse per il Signore, il tempo è un possesso personale da trascorrere a piacimento: sono tutte le persone, che pur non facendo grandi peccati, in realtà vivono per se stesse il pensiero di Dio è solo una risulta. Esse non pensano al rendiconto, poiché non riescono a concepire che si vive per il Signore, e tutto deve tornare a lui, che si vive per amore di Dio, ma Egli chiede una risposta di amore e non una nota delle spese attive o passive delle nostre attività.
L’amore dello Sposo si lascia intravedere come il grande segreto, comprensibile, durante l’attesa solo da chi tutto fa concentrandosi per tale incontro.

Lo spazio del tempo donato è lo spazio di apprendimento dell’amore dello Sposo che tarda ma deve venire; il suo ritorno, nonostante i giudizi superficiali ed egoistici del gruppo delle stolte, rappresenta una certezza, il centro del tempo, il centro della volontà.
Le sagge scoprono dunque che lo Sposo è il loro Sposo, che l’attesa rivela il loro stato di amore per lui, un amore totale e geloso che esclude ogni distrazione, ogni amore terreno, ogni cosa che lo escluda: il morire d’amore dell’anima è quel languore di chi non può che vivere per questo e quando lo Sposo arriva la porta si chiude, perché non c’è più spazio per i tiepidi, per chi condivide altri amori che non siano Dio, per chi vive per se stesso, senza restituire l’amore all’amore di Dio.

Dio vi benedica!
Gabriele Nanni

Fonte YOUTUBE | SPREAKER

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