don Gabriele Nanni – Commento al Vangelo del 25 Luglio 2021

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MOLTO PIÙ DEL PANE

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,1-15

Il profeta che doveva venire era stato predetto da Mosè e con il tempo era stato identificato con l’attesa del Messia. Infatti, quando Gesù chiedeva ai suoi che opinione avesse la gente riguardo alla sua identità essi risposero: Giovanni Battista o Elia o uno dei profeti, mentre per tutti Pietro con sicurezza disse: “Tu sei il Cristo”.
I miracoli erano stati compiuti dai profeti, in particolare quello della moltiplicazione dei pani da Eliseo. Gesù si poneva sulla scia dei segni che accompagnavano Israele nella storia mediante i profeti, ma per dare compimento ad essi: infatti disse di sé: “Ecco, ben più di Giona c’è qui” (Lc 11,32).

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L’essere di più di un profeta significa che Gesù non è il più grande dei profeti ma di più in ordine alla sua natura: egli è il Cristo, il Messia, il figlio di Dio.
I profeti proferivano le parole suggerite da Dio all’uomo, Gesù è la stessa parola di Dio fatta uomo.
Nella moltiplicazione dei pani per sfamare il popolo che lo seguiva Gesù richiama Mosè che nel deserto ottenne da Dio la Manna ed altri prodigi che permisero la vita di un intero popolo nel deserto per quaranta anni.
Gesù è colui che moltiplica il cibo, ma afferma che la Manna fu data non da Mosè, ma da Dio attraverso Mosè, mentre egli è il pane vivo disceso dal Cielo, che dà vita per l’eternità. La potenza di Dio dava nutrimento attraverso un uomo, ora Dio si è fatto uomo per nutrire con la sua stessa carne e sangue il suo popolo.

La sostanza divina è trasmessa attraverso l’essere uomo di Dio. Quello che i profeti facevano come strumenti di Dio è riunito in Gesù Cristo vero Dio: Egli non dice le parole di Dio, ma è la Parola di Dio, egli non compie miracoli per la potenza di Dio, ma è la potenza di Dio stessa, non nutre il popolo attraverso Mosè o un profeta, ma è egli stesso il Pane di Vita.
Mosè e i profeti conducevano il popolo verso la Terra Promessa in attesa del Regno, mentre Gesù è la Via che conduce al Padre, è la Promessa compiuta per introdurre in un Regno di immortalità.

Questo Regno, si ottiene con il desiderio della vita beata con Dio, è superamento del limite terreno, è fame e sete di una giustizia che sulla terra non si compie, ma si afferma come segno di qualcosa di altro.

Un atto compiuto sulla terra per amore di Dio, per la fede nella sua Promessa, diventa il moltiplicatore della ricompensa eterna. Così tutte le opere compiute da Gesù e poi attraverso gli apostoli e la Chiesa sono segni che indicano il Regno, ma anche lo anticipano, lo pongono come fondamento qui nella carne per qualcosa di immenso.

Infatti, la nostra vita terrena è povera, ma resa ricca per volontà di Cristo che dona valore spirituale ai gesti compiuti per fede e amore di lui. Gesù è sacramento di Dio Padre, in quanto tutto quello che fa nella vita terrena, racchiude il germe di tutta la potenza spirituale.
Perciò ogni gesto sulla terra di Gesù ha l’immenso valore e potenza nello Spirito, e Gesù ci fa il dono di ottenere lo stesso dalla nostra vita: ogni azione buona, ogni sofferenza, ogni gesto che facciamo in Cristo, diventa potenza spirituale, sacramento di salvezza, così il popolo di Dio in Cristo è sacramento di salvezza per il mondo intero.

Dio vi benedica!
Gabriele Nanni

Fonte YOUTUBE | SPREAKER

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