don Gabriele Nanni – Commento al Vangelo del 2 Novembre 2021

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Chi crede, risorgerà!

La radice della nostra salvezza sta nella volontà del Padre di volerci con sé, nonostante la nostra situazione di contaminazione mortale per il peccato che vive e regna in noi.

Se non fosse per il destino eterno della nostra anima, la nostra vita sulla terra sarebbe come quella di ogni essere vivente, ma il nostro destino di continuità dopo la morte è segnato dal principio vitale che è spirito e dunque destinato a sopravvivere al corpo.
L’anima dunque è quella cha dà vita al corpo, ma giace in una situazione di morte differente, sopravvive, ma non vive nella pienezza, langue e si dispera, ha paura e al tempo stesso è invasa da odio ed egoismo. Il peccato regna nel corpo perché l’anima l’ha voluto in sé.
Si nasce così e il destino sarebbe appunto l’inferno, cioè la cattiveria in noi ed attorno a noi, se non ci fosse questo desiderio del Padre che ci vuole con sé. Da qui parte la missione del Figlio che nella pienezza dei tempi della storia umana, decisi da Dio, viene come uno di noi per immettere un germoglio di vita sano e sanificante.

La vita della sua anima e del suo spirito si estende da uomo a uomo, da persona a persona mediante una chiamata alla fede, alla fiducia nella sua parola: messaggero di amore del Padre, portatore della salvezza dalla schiavitù del peccato, Cristo è Signore della nostra vita e dell’intero universo, perché il Padre gli ha consegnato i nostri destini e gli ha messo nelle mani tutte le cose.
Egli domina sugli eventi della Storia e li può far volgere a proprio favore, egli salva le anime, mediante i diritti che ha acquisito per mezzo del suo sangue versato. Nulla sfugge dalle mani del Cristo, perché il Padre lo ha decretato.

E noi siamo liberi, liberi ma anche ottusi spiritualmente, accecati dal mondo, che è tenebra, illusi dalla vicende della nostra esistenza, ingannati dal Maligno, principe della menzogna e da quegli uomini che sono suoi servitori.
La fede in Cristo dona una luce diversa, ma occorre credere in lui e seguirlo, secondo una logica che non è umana, poiché egli vede e sa, conduce e vince, ma il mondo ci inganna.

Dobbiamo chiudere gli occhi sul mondo e aprire quelli della fede, per ottenere di essere tolti da questo modo e immessi fin da ora nella dimensione della luce, dell’amore, della vita che ci anima in questo regno di morte.

Lasceremo come tutti il nostro corpo qua, ma se per il mondo è dolore e disperazione, ingiustizia e rabbia, per noi è il momento della partenza per il nostro destino di eternità. Esso è segnato dalla parola di Gesù, che mi tiene per mano, mi porta sulle spalle come il Pastore buono, mi presenta al Padre, mi giustifica dicendo: “Padre, ha creduto in me, donagli la tua vita, poiché egli è una cosa sola con me, io ho pagato per lui!”: Allora entreremo nella vita e nella gioia, aspetteremo il compimento di tutte le cose sulla terra, un tempo breve per chi è già nella luce, lungo per chi ancora vive quaggiù. Il tempo sarà decretato come terminato ed allora nessun potere sarà più concesso al demonio ed ai cattivi, che hanno rifiutato Cristo, sarà il giudizio di tutte le cose, dei cuori umani e del loro stato.

Saranno riscattati tutti coloro che messi di fronte alla Verità che non hanno incontrato personalmente sulla terra, la hanno seguita, però come luce interiore: quella verità quella giustizia, quella pace segno della presenza di Dio che non hanno conosciuto sulla terra, ma che hanno seguito seguendo la Legge dell’Amore, che Dio ha infuso in ogni cuore.

Sarà il giorno della risurrezione dei corpi, della completezza della nostra redenzione, ci sarà un mondo nuovo un cielo nuovo, dove non vi sarà più lacrima, ma vivremo illuminati da Cristo tutti insieme: nulla andrà perduto e ritroveremo amici e parenti cari, vivremo in un mondo nuovo e sconosciuto, ma al tempo stesso riconosciuto, perché il Regno di Dio è già in noi ci è famigliare, ma sarà pienezza di vita sempre nuova, nella gioia piena che già ora gustiamo pur nelle situazioni incerte e dolorose.
Beati, dunque, coloro che hanno creduto!

Dio vi benedica!
Gabriele Nanni

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