don Francesco Pedrazzi – Commento al Vangelo del 23 Settembre 2021

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LA CASA DIROCCATA

A ognuno di noi il Signore chiede di riparare “la sua casa” che va in rovina mediante la nostra conversione e la santità di vita.

«Va’ e ripara la mia casa che, come vedi, va in rovina». Sono le parole che san Francesco d’Assisi ode mentre si trova in preghiera davanti a un crocifisso, nella chiesa di San Damiano. Dapprima pensa che il Signore gli chieda di riparare quella chiesetta diroccata. Più tardi avrebbe capito che il Signore non si riferiva a un edificio, ma alla Chiesa intesa come la comunità dei credenti in Gesù.

Nella prima lettura di oggi, dal libro del profeta Aggeo, troviamo la stessa espressione nelle parole che il Signore rivolge al suo popolo. Eccole: «Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? …  Così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria, dice il Signore».

Quanto sembrano attuali queste parole! Quando si considera la crisi preoccupante della pratica cristiana e sacramentale, il calo delle vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata, la situazione disastrose di tante famiglie cristiane, gli scandali che scuotono la Chiesa anche nei suoi rappresentanti più autorevoli, le leggi inique contro la famiglia naturale e contro la vita umana… viene da esclamare: “Che cosa sta succedendo alla Chiesa? Ovunque ci sono segni di decadimento e di rovina!”.

Viene in mente anche la visione del cosiddetto terzo segreto di Fatima, che in un passaggio è descritta con queste parole: «Il Santo Padre attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena…». Che cos’è questa grande città, se non la Chiesa, che ospita in sé il grano e la zizzania, i figli di Dio e i figli di Satana, Gerusalemme e Babilonia? Come direbbe sant’Agostino: è al tempo stesso la “città degli uomini” e la “città di Dio”.

È necessario che la Chiesa sia purificata, che cada Babilonia e si manifesti la nuova Gerusalemme e questa purificazione comporta una grande tribolazione. Ma sappiamo che «le porte degli inferi non prevarranno»! (Mt 16,18).

E noi, nel frattempo che cosa possiamo fare? Stare a guardare con le mani conserte? Lasciarci prendere dall’ansia e dal disfattismo? Puntare il dito sui presunti responsabili e sulle cose che non vanno stracciandoci le vesti e rimpiangendo i tempi passati?

No, l’unica strada giusta è quella percorsa dai santi come Francesco d’Assisi o san Pio da Pietrelcina. Cominciamo a riparare la casa che siamo noi, “il tempio” dello Spirito Santo che è il nostro cuore, con una vera e profonda conversione, abbracciando con amore e con fermezza quella croce che il Signore ci chiede di portare e rinunciando al peccato una volta per tutte. Richiamando le parole della prima lettura, per riparare la casa del Signore dobbiamo “salire sul monte e portare legname“. Che cosa vuol dire? Questa espressione si riferisce al sacrificio da offrire al Signore. Per noi l’unico sacrificio gradito a Dio è quello che Gesù ha offerto sul Calvario. Siamo invitati a unirci a questo Sacrificio d’amore portando sull’altare eucaristico le nostre croci quotidiane: la volontà ferma di prendere parte con gioia alle sofferenze di Cristo, nella rinuncia e nella penitenza, nel lavoro assiduo e nella preghiera… In tal modo faremo la nostra parte per riparare le crepe della casa del Signore.

Come san Francesco d’Assisi e San Pio da Pietrelcina hanno contributo a riparare la Chiesa del loro tempo attraverso la santità di vita, così siamo chiamati a fare altrettanto oggi.

Per richiamare le parole del vangelo, la santità consiste nella continua ricerca di Gesù per “cercare di vederlo”. Ogni giorno possiamo e dobbiamo cercare di “vederlo” con gli occhi della fede nei segni sacramentali, nei fratelli e negli avvenimenti della vita. Non potremo, invece, vederlo se come Erode siamo animati da interessi personali; se non cerchiamo Gesù per Gesù, ma solo in risposta a esigenze egoistiche.

O Maria, Madre della Chiesa, fa’ che anch’io nel mio piccolo possa contribuire a riparare la casa del Signore. Amen.

Fonte

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