don Francesco Pedrazzi – Commento al Vangelo del 13 Giugno 2021

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Seminatori di Speranza

“Le parabole del seme”. Così potremmo chiamare questa sezione del Vangelo di Marco, in cui il Regno di Dio è descritto con tre parabole (di cui due sono riportate nel vangelo di oggi),  che hanno come denominatore comune il tema della semina.   

Nella prima l’attenzione cade sul terreno che accoglie il seme della Parola di Dio. Il seme porta frutto solo se cade sul “terreno buono”. L’invito è a esaminare il terreno del proprio cuore per rimuovere le pietre e le spine che ci impediscono di accogliere la Parola. 

Nella seconda parabola, propria di Marco, l’attenzione è posta sulla forza che il seme ha in sé stesso di crescere e portare frutto, indipendentemente dall’intervento dell’uomo che lo getta nel terreno. Qui la prospettiva cambia completamente rispetto alla prima parabola: dall’accoglienza da parte nostra della Parola al mandato lasciato ad ogni battezzato di “gettare il seme” della Parola, e quindi di annunciarla.

Quanto sono liberanti queste parole di Gesù! …perché è come se ci dicesse: tu preoccupati soltanto di seminare la Parola, senza guardare ai risultati, perché il compito di farla crescere e i tempi della crescita non dipendono da te, dipendono solo da Me! Sappi solo che – come scrive Isaia – la mia Parola «non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero…» (Is 55,11).  

Similmente, l’ultima parabola, quella del granellino di senape, che è «è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno» ma che, «quando cresce diventa più grande di tutte le piante dell’orto…», ci libera dall’ossessione dei risultati, entro una logica puramente mondana. Ciò che è grande davanti a Dio può apparire insignificante agli occhi dell’uomo e viceversa. Perciò, vale sempre la pena seminare il bene, la verità e la speranza, anche quando non otteniamo risultati visibili, anzi anche quando, in seminiamo amore e raccogliamo ostilità.


La prima lettura ci ricorda che Dio è Colui che umilia l’albero alto, cioè orgoglioso, e innalza l’albero basso, cioè umile. E Gesù ci ha detto che, quando si compirà il Regno, ne vedremo delle belle: «Alcuni dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi» (Mc 10,31). Non preoccupiamoci perciò del giudizio degli uomini, ma solo di quello di Dio.


È il messaggio racchiuso in quelle celebri parole di Madre Teresa di Calcutta: «Se fai il bene ti attribuiscono secondi fini egoistici. Non importa, fa il bene! … | Il bene che fai verrà domani dimenticato. Non importa, fai il bene! | L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile. Non importa, sii franco e onesto! |  Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo. Non importa, tu continua a costruire! …».  

Fonte

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