don Francesco Paglia – Commento al Vangelo del 5 Febbraio 2020

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“E si meraviglia a della loro incredulità”

Questa meraviglia non é un sentimento di un cuore che si rallegra per una cosa meravigliosa appunto, ma é uno stupore amaro.. Gesù non riesce a farsi specie che di fronte a quello che dice e che compie.. Niente.. Nessuno capisce davvero chi hanno di fronte.. Forse macchiati di pregiudizio, forse annacquati di egoismo, forse.. Chissà.. Forse sono tutti quei pensieri che anche a te bloccano lo sguardo e non ti fanno riconoscere Gesù come il Salvatore, il Signore, il Figlio di Dio!

E anche davanti a noi il Signore si meraviglia.. Perché non sa cos’altro deve fare per riuscire a farci vedere col cuore chi é Lui!

Non abbiamo davanti solo il medico delle nostre piccinerie, non abbiamo il salvatore delle nostre inquietudini, non é l’uomo che sa ben parlare e attirare.. È il figlio di Dio risorto e trasfigurato che può molto di più, può farci vivere il cielo qui e oggi!


A cura di don Francesco Paglia

Coordinatore del Centro diocesano vocazioni della Diocesi di Frosinone


Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 6, 1-6 In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Parola del Signore