don Francesco Paglia – Commento al Vangelo del 25 Febbraio 2020

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“chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome accoglie me”

La parola di oggi viene data agli apostoli dopo un momento proprio particolare.. Gesù parla della sua passione che sta per compiersi, i discepoli parlano di chi tra loro fosse il più grande! Assurdo… Non solo non ascoltano il messaggio di Gesù ma i loro ragionamenti stanno su tutt’altro campo!

È forse quello che ci manca talvolta nella preghiera.. Abbiamo una mente e un cuore così affollato di altro che non ascoltiamo Gesù, non ci mettiamo lì perché la sua parola ci raggiunga ma perché le nostre parole lo raggiungano…

O semplicemente diamo solo ascolto ai nostri pensieri e problemi che ci ingolfano così tanto da non lasciargli spazio!

E se poi il problema centrale é la nostra buona fama, il voler stare al primo posto, essere più o meno importante di altri… Li il Signore può pure parlare… Ma io penso solo a me stesso…
La risposta di Gesù, davanti a questa situazione, spiazza tutti… Accoglierlo come si accoglie un bambino!

Quindi decentrarsi! Un bambino quando lo abbracci ti richiede questo: devi averne cura, perché lui ha bisogno di tutto, ma per prima cosa ha bisogno di te! E tu non puoi stare rientrato su te stesso, devi pensare a lui, devi amarlo, il tuo cuore si sposta a questo piccolo… Ecco come si accoglie Gesù! Con il cuore verso di Lui, questo ci fa davvero grandi!


A cura di don Francesco Paglia

Coordinatore del Centro diocesano vocazioni della Diocesi di Frosinone


Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 9, 30-37 In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato». Parola del Signore