don Francesco Paglia – Commento al Vangelo del 12 Marzo 2020 – Lc 16, 19-31

2

“un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta”

Il vangelo di oggi é sempre di una bellezza particolare, ma sono i particolari che ti aprono alla sua bellezza! C’è un ricco epulone, e un povero… Sembra la storia di sempre dove ci sono i ricchi e i poveri, dove il ricco mangia e il povero non ha di che mangiare… Ma un particolare di questa storia fa riflettere…

Mentre dei ricchi noi conosciamo bene i nomi, perché sono famosi, hanno notorietà, fanno audience… Qui che siamo nel piano di Dio il ricco non ha nome, ce l’ha il povero: Lazzaro! La notorietà del ricco non lo rende importante quanto il povero, che ci fa conoscere il nome, il luogo dove si trovava (davanti alla porta), la sua condizione (coperto di piaghe)…

Di lui sappiamo quando muore dove andrà: nel seno di Abramo, del ricco no, ci dice che fu sepolto! Forse Lazzaro non avrà nemmeno un sepolcro ma quando la scena si sposta Lazzaro sarà in paradiso, il ricco all’inferno!

Tanti particolari ma che ci fanno entrare nel cuore di Dio e nel cuore di Lazzaro che non rimprovera Dio della sua povertà ma rimprovera di questa il ricco schiaffeggiandolo con la sua presenza e le sue piaghe davanti alla sua porta… Schiaffi che non arriveranno mai al suo cuore… Se non dopo la morte!

Mi piace allora ripetere una cosa che dice sempre il mio vescovo:  Avete un amico povero? Fatevelo, vi aprirà la porta del paradiso!” Perché la povertà non si sconfigge con le donazioni ma con la relazione vera, con l’amicizia, che rende il povero ricco di vero bene!


A cura di don Francesco Paglia

Coordinatore del Centro diocesano vocazioni della Diocesi di Frosinone