Da una parte un padre in lutto per la figlia ormai morta, che chiede a Gesù di venire a imporle le mani per farla vivere.

Dall’altra una donna che da dodici anni perde sangue, ossia perde vita ed è persuasa che anche solo toccando il mantello del Signore potrà essere salvata.

Nessuno dei due pretende.
Entrambi però osano.
Osano non semplicemente chiedere…
Osano piuttosto credere.

Osano credere che la morte non è l’ultima parola dinanzi all’azione di Dio.
Si ostinano a credere che la morte da temere di più è quella della fede, quando dinanzi al limite della vita ci si ferma.
E questi due non si fermano: si muove il capo, padre del destino della figlia, e si muove la donna, seppur timidamente tocca il mantello…

Niente è più definitivamente statico per questi due giganti di fede… Niente è perduto…
La vita vince.
Vince la vita rimessa in piedi dalla fede che non si arresta.
Vince quella recuperata dall’amore di Dio.
Vince quella restituita dal’incontro con Gesù.

Vince la vita perchè vince l’amore che sa osare,
che sa fare il salto del fossato, che sa buttarsi sfidando il limite, che sa fidarsi di Dio, compagno di viaggio, compagno di salto.

Fonte: Telegram | Pagina Facebook

Leggi altri commenti al Vangelo del giorno