Don Fabrizio Moscato – Commento al Vangelo del 3 Marzo 2021

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L’orizzonte del Maestro è ancora una volta Gerusalemme, la città verso la quale “salire” per compiere la sua Pasqua di consegna della propria vita…

Ma – come al solito – questo orizzonte non è ancora quello dei discepoli che sono con lui, che lo accompagnano nel cammino, ma non lo seguono ancora…

La madre dei figli di Zebedeo presta solo la voce ai desideri più profondi di due di loro… alla loro vera intenzione…
Cercano il posto d’onore, il ruolo di primo piano, la visibilità e la sicurezza dell’essere “più in alto” degli altri…
In un clima da tragedia imminente, la logica della competizione li fa sentire al sicuro, preoccupati solo della loro richiesta… Meglio salvare il salvabile…
In fondo, è istinto di sopravvivenza…

In fondo, anche io sono come loro…

Però, più che dalla richiesta della donna e dei due figli – che non mi scandalizza, conoscendomi! – mi lascio interpellare dalla domanda di Gesù: “Che cosa vuoi?”
Quali desideri profondi trovo nel mio cuore? Cosa voglio veramente? E – soprattutto – una volta trovato a cosa sono attaccato, cosa mi dimentico? Quale orizzonte trascuro? Cos’è che non riesco a vedere?

Quanta crosta di egoismo c’è ancora nei miei desideri…
La strada per il primo posto – mi ammonisce Gesù – è lontana dalle logiche di potere e di sopraffazione… E si chiama servizio, dono, offerta della vita…
Tutta una logica “centrifuga”, che mi invia verso gli altri, che mi fa “salire” veramente verso la mia Gerusalemme…
Che mi fa perdere la vita senza perdere la testa…
Che mi fa scegliere non “posti d’onore” ma “posti d’amore”…

Fonte: Telegram | Pagina Facebook

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