Don Fabrizio Moscato – Commento al Vangelo del 23 Aprile 2020

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Bisogna accettare l’evidenza…

Accettare di essere troppo legati alla terra, di avere visioni troppo basse ed orizzontali, piatte e calcolate, persino scontate e senza respiro… Occhi e cuore rigorosamente misurati… dentro il previsto e il prevedibile…

E, nello stesso tempo, accettare che solo chi viene dal cielo , il Figlio di Dio, può offrire una testimonianza diversa, di ciò che ha visto e udito, di qualcosa che non possiamo cogliere con il nostro “piattume” spirituale e rigidamente incorniciato…

Ed è lo Spirito che diviene il dirompente ingresso di Dio in questo nostro “piattume” che è anche un po’ “pattume”…
Lo Spirito che irrompe “senza misura”, al di là di regolette fissate dai nostri modi “terricoli” di ragionare, di giudizi e valutazioni che si muovono nell’ambito della logica umana causa-effetto…

Lo Spirito che il Figlio di Dio promette, è il “fuori norma” che ci occorre… Il suo “smisurato” eccesso dice tutto l’Amore con cui Dio ama il mondo… Un continuo “dare” che sconvolge i piani dell’uomo, che non si mette a spiegare le cose illustrando teorie e teoremi, ma che ci consente di vivere questo Amore in pienezza, una pienezza traboccante e imprevedibile…

O accolgo lo Spirito “senza misura”…
O mi tengo le misure senza lo Spirito…

Fonte: Telegram | Pagina Facebook

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