Potremmo interpretare i pensieri e le parole dei parenti di Gesù, con i nostri pensieri e le nostre parole, quelle con cui accampiamo “titoli” e “precedenze” davanti a Dio…

Ci sentiamo spesso “dei suoi”… VIP che più degli altri abbiamo diritto di parlare con lui… Più degli altri abbiamo diritto di parlare di lui… Siamo i più vicini… E se stiamo fuori, lasciateci entrare! Ne abbiamo diritto! Passateci preferenza e precedenza!

Ma quali sono i veri criteri di appartenenza alla nuova “famiglia” di Gesù?
Lui stesso li proclama solennemente: “Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre”.

Non è uno dei tanti criteri umani fondati su legami naturali, nè uno dei molteplici tesseramenti associativi basati su in ideale comune o su un sentire condiviso.

La novità del legame sta nel “fare” la volontà di Dio, nel dare un compimento concreto al suo amore per noi, rispondendo in pienezza con l’amore. Si diventa così “familiari” di Gesù Cristo, ma anche familiari gli uni per gli altri, entro legami nuovi che sono così forti da rimanere per l’eternità.

Questa nuova “familiarità” è l’unica che conta veramente.
Perchè non è fondata su ciò su cui accampo diritti.
Piuttosto su quanto sono disposto a perdere per amore.

Fonte: Telegram | Pagina Facebook

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