Don Fabrizio Moscato – Commento al Vangelo del 14 Maggio 2021

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Dopo la tragica defezione di Giuda Iscariota, agli Undici viene associato Mattia, il primo di tanti apostoli che il Signore ha scelto e costituito non direttamente, ma attraverso la mediazione della comunità dei credenti.

Il modo con cui gli viene accordata la preferenza sull’altro possibile candidato, Giuseppe, può apparire ai nostri occhi alquanto insolito e “fuori luogo”: dopo la preghiera “tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia”.

La Chiesa deciderà nel tempo forme più caute e riflessive di elezione, ma questa strana modalità “ci costringe” a confrontarci con il modo assolutamente insolito e imprevedibile attraverso cui il Signore ci chiama a diventare partecipi della vita della Chiesa e del suo ministero nel mondo.

Scelti e costituiti per portare frutto, a vario titolo e secondo la fantasia dei carismi che vengono suscitati, siamo chiamati per sua unica iniziativa, anche nelle circostanze che facciamo fatica a digerire, e con modalità apparentemente arbitrarie, indecifrabili, assurde, che germogliano nella realtà quotidiana, e fanno fiorire, dietro le quinte, “le cose di lassù”.

Non conta più il “modo”, che potrà essere incastonato nelle contraddizioni della realtà… Conta la chiamata ad un’amicizia con Gesù Cristo, la chiamata ad un amore più grande, che è darsi reciprocamente la vita, come fra amici, liberi da logiche di servitù, aperti ad un servizio autentico anche se sempre più illogico.

La Pasqua di Cristo, il suo amore portato fino alle estreme conseguenze, non scarta nessun fotogramma dalla pellicola della mia realtà, perchè è sua l’iniziativa: sta a me rimanere dentro questa amicizia che mi è toccata in sorte.

Fonte: Telegram | Pagina Facebook

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