don Cristiano Mauri – Commento al Vangelo del 7 Ottobre 2019

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Ascolto E Sguardo

Il commento al Vangelo del giorno di don Cristiano Mauri

Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».

Non c’è da fare i moralisti con il dottore della legge che cerca una strada per circoscrivere l’amore.

Si sa che l’amore quando prende, si prende tutto. Testa, cuore, corpo. Pensieri, sentimenti, desideri. Progetti, priorità, decisioni.

Esperienza straordinaria e drammatica. Affascina e spaventa. Attira e respinge. Nutre e consuma.

Ma tu pensa a lasciargli campo aperto.

Lo scriba ha le sue ragioni. Permettere all’amore di invadere ogni relazione, ogni incontro, ogni contatto perfino il più occasionale e fortuito è da pazzi.

Se uno lo ha scartato dalla confezione glitterata e col fiocco rosso e ha un po’ presente cos’è l’amore – l’Amore – non può non inquietarsi davanti al comando fondamentale del Vangelo.

È che poi Gesù va pure giù pesante. La «compassione» di cui deve essere fatto l’amore che lui insegna è quella viscerale, quella per i figli, più ancora che per l’amato o l’amata. L’amore che dà la vita, nel senso che vuole la vita dell’altro ad ogni costo, anche al prezzo della propria.

Quel comando non è decisamente un giocattolo. Va maneggiato con cura, maturità e intelligenza.

Manca un po’ il respiro. Di essere capaci di così tanto bene, non ci si crede e di essere chiamati a un simile spessore di vita tanto entusiasma quanto spaventa.

Della sincera e reale fatica a comprendere e vivere il comando dell’amore bisogna avere rispetto. Che sia la propria o quella altrui.

E tanta, tanta pazienza.

Fonte: il sito di don Cristiano

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Chi è il mio prossimo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10, 25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore.

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