don Cristiano Mauri – Commento al Vangelo del 6 Novembre 2020

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La misericordia disonesta

Il commento al Vangelo del giorno di don Cristiano Mauri.

Il contesto in cui è inserita questa parabola è costituito anzitutto dalle parabole della misericordia (pecora smarrita, moneta perduta, padre misericordioso) che raccontano la scandalosa generosità di Dio rispetto al peccatore o a chi nella vita si è perduto.

Un atteggiamento, quello del Padre di Gesù Cristo, che appare eccessivamente largo e comprensivo, fino a sconfinare nell’ingiustizia agli occhi degli uomini, tanto da fare esclamare: è troppa così tanta bontà, è esagerato tutto questo perdono. Insomma, un Dio che sperpera volentieri il tesoro della propria compassione.

Inoltre la parabola è seguita da alcuni versetti di commento (Lc 16, 8b-13) che toccano il tema delle ricchezze e di cui fa parte il detto finale di questo brano, che non è in realtà parte della parabola ma glossa di commento successiva, legata al tema della gestione dei beni.

La tradizionale interpretazione del racconto muove solitamente dai versetti successivi relativi all’uso delle ricchezze, ma ciò fa perdere di vista il potente orizzonte della misericordia di Dio apparecchiato dalle parabole del cap. 15 sopra citate e che costituiscono il portale d’ingresso a questo racconto dell’amministratore disonesto.

Se a questo proviamo ad aggiungere due ulteriori elementi e cioè:

l’abitudine di Gesù a usare immagini provocanti e fuori luogo per descrivere il Regno di Dio (il samaritano, il lievito, i bambini) scandalizzando i benpensanti del suo tempo;
il fatto che già ha parlato di uno strano padrone che serve i suoi schiavi (Lc 12, 37), di un signore che riempie il banchetto di poveracci, di un padre che spreca ricchezze per un figlio indegno,
viene forte il sospetto che questa sia una parabola che Gesù racconta per parlare di sé e del Padre suo.

Gesù, con la sua accoglienza incondizionata e gratuita dei peccatori è uno sperperatore della ricchezza del perdono di Dio. Ne abusa oltre misura fino ad apparire come uno che compie delle vere ingiustizie.

Qui non vi è alcuna lode di comportamenti disonesti, ma Gesù che dice ai suoi: «Vi pare ingiusta tanta misericordia come quella che vi racconto? In effetti sì, a pensarci bene sono un po’ come quell’amministratore disonesto che…».

Ma il ricco, infine, loda l’amministratore. Il Padre loda la misericordia smisurata del Figlio che condona debiti incommensurabili.

Il racconto non insegna l’uso scaltro dei beni, ma invita ad abusare della sconcertante bontà di Dio. […] Continua qui…

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