don Cristiano Mauri – Commento al Vangelo del 31 Gennaio 2020

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Ascolto E Sguardo

Il commento al Vangelo del giorno di don Cristiano Mauri.

Guarigioni di malati, perdono dei peccati, vicinanza agli emarginati, chiamata libera alla Sequela, primato dell’uomo sulla Legge, il racconto di una nuova e ricchissima possibilità di comunione nelle relazioni.

Ciò che è stato seminato da Gesù fino a questo punto del racconto di Marco è tutto qui. Il «Regno di Dio», che Lui annuncia, risuona e si rivela dentro queste parole e opere.

E ha il carattere del servizio e della cura, del rispetto profondo della persona e dei suoi dolori fisici o morali, della valorizzazione della libertà e della coscienza personale, della centralità delle relazioni e delle loro potenzialità, del dialogo umile e docile con la Parola.

Il Regno di Dio è senz’altro una forza, ma certo non è uno strapotere. D’altronde può mai l’Amore esserlo?

Se questi sono i semi, i frutti non saranno diversi.

E, ad aprir bene gli occhi, c’è una moltitudine di uomini e donne che ogni giorno “trovano riparo” tra i rami: chi nella cura altrui, chi nella misericordia del prossimo, chi nell’offerta di relazioni ricche e gratuite, chi nella possibilità della libera espressione, chi nel riconoscimento della sua dignità e bellezza, chi nel rispetto discreto della sua libertà di coscienza, chi nell’inclusione dell’emerginato, chi nell’opportunità di una fede consapevole e aperta.

Un “trovar riparo” che è fatto di ricevere e dare tutto questo ben di Dio.

La sorpresa quotidiana è l’ordinarietà con cui avviene, l’essere spesso accompagnato da un estremo senso di normalità, dalla reazione umile quando se ne fa notare la bellezza: «Non mi pare di far nulla di straordinario… Non saprei fare diversamente da così… Mi è venuto spontaneo…».

Ad aprir bene gli occhi, il Regno in effetti cresce.

D’altronde si che la fede è anche – o anzitutto – una visione.

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Fonte: il sito di don Cristiano

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L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 4, 26-34 In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. Parola del Signore

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