don Cristiano Mauri – Commento al Vangelo del 25 Marzo 2021

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 Dio ha il volto di una ragazzina

Il commento al Vangelo del giorno di don Cristiano Mauri.

Il Dio di Nazaret ha il volto di una ragazzina alle prime armi, i tratti di una che non sa. Una che della vita conosce poco o nulle e nulla può insegnare. Cosa sia l’amore ed essere sposa, come si faccia a essere madre. Nessuna esperienza, nessuna competenza.

A Nazaret, Dio ha le sembianze di una donna, una che a quel tempo «non è» se non nell’essere di qualcun altro o per qualcun altro. Una che prende dignità solo dai figli che riesce a generare e dai servigi che può offrire.

Ha il volto di una analfabeta, Dio a Nazaret, come doveva essere quella ragazzina dodicenne. Né dotta, né sapiente, non sa teologie, né complesse teorie. Giusto le storie del popolo, i racconti della gente, le confidenze di paese, il ripetersi delle liturgie sono tutto il suo sapere.

A Nazaret, Dio ha i tratti di una periferia. Di ciò che ha cattiva fama, che non si raggiunge né volentieri, né facilmente e da cui si parte prima che si può. Quel che volentieri si rinnega nei salotti del centro e che ci si porta dietro come lo stigma di una sconfitta congenita.

Non ha lignaggi da poter vantare o curriculum da esibire, il Dio di quel giorno a Nazaret. Anonimo come un pezzo di popolo, senza nobiltà né santi in paradiso. Quella dodicenne è poco più di un nome. Un nome così comune – Miriam – da esser buono per confondersi più che per distinguersi.

Il volto irrilevante di una donna che non conta nulla è preso dal Dio inaspettato di Nazaret. Un nonnulla, una piccola increspatura sulla superficie della storia. Che ci sia, che sparisca, che mai potrà cambiare?

Dio ha il tono del canto di gioia di una donna. Sono aperte le porte alla gioia nella casa della ragazzina. Il gusto del vivere non le è sconosciuto, la poesia dell’esistere le è familiare. Canta il Bello e il Giusto. Canta come sa, come riesce come può. Da Nazaret, fino alla Giudea.

Un cuore trafitto, infine, è il ritratto di Dio nel villaggio di Galilea. Il dolore che lacera, la fatica che consuma, la paura che attanaglia, la morte che raggela. Sarà anche questo il «sì» di quella donna. E Dio avrà quel volto. […] Continua qui…

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