don Cristiano Mauri – Commento al Vangelo del 18 Febbraio 2020

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Ascolto E Sguardo

Il commento al Vangelo del giorno di don Cristiano Mauri.

La prima moltiplicazione dei pani era stata seguita da una traversata tempestosa del lago, durante la quale i discepoli avevano mostrato tutta la loro incomprensione rispetto al miracolo cui avevano assistito.

Anche alla seconda moltiplicazione segue una traversata in barca e il riscontro di una ulteriore incomprensione, quella che ci commentiamo nel brano odierno.

Il versetto 14 che apre la scena, fa da gancio con la moltiplicazione, dichiarando che i discepoli hanno dimenticato di portare con sé dei pani, ma concludendo con un dettaglio che pare strano: ne avevano con sé uno solo.

Il risalto dato al solo e unico pane presente invita a una lettura simbolica che non può che essere eucaristica. Il pane unico può rappresentare, in questo senso, l’unica mensa della comunità di Marco, capace di unire pagani e giudei.

Gesù non sembra affatto interessato al tema e rivolge ai suoi una raccomandazione di difficile interpretazione, invitandoli a fare attenzione al lievito di Erode e dei farisei.

Essendo capace di far fermentare e trasformare, nella letteratura rabbinica il lievito era considerato anche come elemento di corruzione e dunque simbolo delle tendenze cattive dell’uomo.

A quali fa riferimento Gesù, chiamando in causa Erode e i farisei?

L’uno e gli altri sembrano avere qualche problema con l’interpretazione dei segni per comprendere l’identità di Gesù. Erode, colpito dai suoi miracoli, lo scambia per Giovanni Battista redivivo, mentre i farisei tentano Gesù pretendendo segni più convincenti.

Dunque, i discepoli vengono messi in guardia circa uno scorretto atteggiamento verso i miracoli, non guidato dalla fede.

Invece che prendere sul serio l’avvertimento, i discepoli continuano a preoccuparsi del pane mostrando ulteriormente di aver poco capito i segni a cui hanno assistito e confermando la giusta preoccupazione di Gesù.

Per tutta reazione, il Maestro rovescia loro addosso una valanga di domande (ben sette di fila) con le quali, in forma retorica, li accusa di durezza di cuore, sottolineando la loro incapacità di comprendere.

Le ultime due rimandano direttamente alle moltiplicazioni che i discepoli dimostrano di non aver affatto capito.

La sequenza di numeri che caratterizza le ultime domande è di difficile interpretazione. L’ipotesi classica legata al numero dei pani (12 e 7), sembra vedere in essi il simbolo di Israele (12) e quello del mondo pagano (7).

I discepoli sarebbero dunque invitati a riconoscere, in Colui che ha compiuto i due miracoli, il realizzarsi della salvezza universale, aprendo così definitivamente gli occhi sulla sua identità e uscendo una volta per tutte dal pericolo di leggere malamente i segni compiuti.

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Fonte: il sito di don Cristiano

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Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 8, 14-21 In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?». Parola del Signore

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