don Cristiano Mauri – Commento al Vangelo del 15 Aprile 2019

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Tu, mio.

Commento al Vangelo del giorno del lunedì della Settimana Santa (Gv 12, 1-11)

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Trascrizione parziale del video (qui tutta)

Ci troviamo nell’ultima settimana di vita terrena di Gesù. La Pasqua è sullo sfondo e la prospettiva lugubre della Croce si fa sempre più presente. La casa di Marta, Maria e Lazzaro sa però di resurrezione e di vita, dunque è da una prospettiva di morte-resurrezione che sarà vissuto l’ingresso a Gerusalemme dei versetti successivi.

La cena sembra fatta in onore di Gesù, quasi un ringraziamento per il miracolo compiuto. Il gesto con cui Maria onora il Maestro ha dunque la giusta cornice, anche se non manca di mostrare elementi sorprendenti.

Non si era soliti ungere i piedi dell’ospite bensì il capo; la quantità di nardo usata è irragionevole come pure il suo valore pari a dieci mesi di una paga ordinaria; sciogliere i capelli in pubblico e usarli per asciugare i piedi è gesto di fortissima intimità e dal carattere decisamente sconveniente.

La donna non teme di uscire dagli schemi della ragionevolezza, dei costumi, della convenienza.

Il senso immediato del gesto di Maria è chiaro: da una posizione di umiltà e dedizione, esprime nei confronti di Gesù un amore smisurato, riconoscendo alla sua persona un valore straordinario.

La casa che era stata invasa dall’odore della morte di Lazzaro, ora è piena del profumo sparso da Maria su Gesù: ai suoi occhi il Maestro profuma di vita.

Il primo a commentare è Giuda, subito presentato come traditore e ladro. È l’antagonista, colui che alla logica del dono di Maria oppone la propria cupidigia e alla trasparenza dei gesti della donna l’ambigua ipocrisia di una falsa carità.

Gesù replica anzitutto invitandolo a «lasciarla in pace». C’è piena sintonia con ciò che Maria ha fatto e grande distanza con il traditore.

L’interpretazione che dà al gesto della donna lo pone in stretta relazione con ciò che sta per accadere: Maria ha anticipato la sepoltura di Gesù, annunciando la morte imminente.

Prima ancora che entri in Gerusalemme, la donna ha già compreso la regalità debole di Gesù e, allo stesso tempo, ha compreso che la sua morte profumerà di vita.

[…]

Leggi tutta la trascrizione del video sul sito di don Cristiano.

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Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 12, 1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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