don Cristiano Mauri – Commento al Vangelo del 13 Settembre 2019

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Ascolto E Sguardo

Il commento al Vangelo del giorno di don Cristiano Mauri

Gesù chiede un grande passo di responsabilità e consapevolezza. Sta dicendo che guidare gli altri al bene, correggere i fratelli rispetto al male, subentrare ai propri maestri nell’insegnare la verità sono cose di grandissima serietà, compiti di enorme delicatezza e avventure che richiedono un’altissima cura.
Il compito di cercare, praticare, insegnare il bene non è un gioco. Non è nemmeno cosa da bambini ingenui, bensì da uomini e donne pienamente responsabili.
Perciò è decisiva al consapevolezza di sé.
È l’unica posizione da cui muovere perché l’opera del bene sia autentica e, per quanto possibile, al sicuro.
La coscienza umile, paziente e benevola di quello che si è, nel bene e nel male, nel giusto e nell’ingiusto, nel bello e nel mediocre è la condizione irrinunciabile perché si possa pensare di praticare una carità seria e seriamente evangelica.
Questo Vangelo è un invito deciso e senza sconti a guardarsi allo specchio per riconoscersi per ciò che si è.

Fonte: il sito di don Cristiano.

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Può forse un cieco guidare un altro cieco?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6, 39-42


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:

«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Parola del Signore