don Cristiano Mauri – Commento al Vangelo del 11 Ottobre 2019

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Ascolto E Sguardo

Il commento al Vangelo del giorno di don Cristiano Mauri

La salvezza è una raccolta.

È quel che si fa quando si recupera qualcuno da una brutta situazione o quando si soccorre chi si trova in difficoltà. Ma anche quel che viene istintivo fare con chi si ama quando si avverte un pericolo. Ci si mette insieme e ci si raggruppa contando se ci sono tutti.

Il Dio che salva, nella Bibbia, è il Dio che raccoglie e anche la salvezza finale – quel che si è soliti dire “giudizio” – è spesso descritta come un raccolto.

Gesù ha raccolto abbandonati e dispersi e ha dato mandato ai suoi di fare altrettanto. La sua raccolta è Misericordia e Compassione.

In effetti è ciò che ciascuno fa con se stesso e con i pezzi della propria vita quando ci si sofferma a considerarla, tentando di farne un bilancio o, almeno, di trovare un filo rosso che la cuce.

La prendiamo tra le mani e cerchiamo di raccoglierla, di “tenerla insieme” con tutte le sue slabbrature e il suo frammentarsi in storie, desideri, sogni, progetti, relazioni, luoghi, tempi.

Vogliamo salvarla. È giusto, è bello che sia così. È un riflesso in noi della volontà del Padre che desidera custodire tutta la nostra esistenza come un tesoro prezioso.

Ma capita che sia anche un’operazione dolorosa, soprattutto in alcune fasi della vita o in certi passaggi cruciali. Ci sono parti che ci sfuggono, altre che non combaciano, altre che vorremmo lasciar cadere, altre che non ci sono mai state e che invece avremmo voluto. La percezione di essersi spezzettati in mille cose portando a casa ben poco può essere fortissima.

Difficile, a volte, mettere insieme la vita. Difficile raccogliersi con Misericordia e Compassione.

«Chi non raccoglie con me disperde».

Qui c’è una strada, una possibilità consolante, più che una minaccia. C’è la possibilità di trovare in Gesù e nel Vangelo una forza armonizzante e riconciliante.

La raccolta della propria vita si fa almeno in due. E anche l’avessimo ridotta in briciole, Lui è quello che è stato mandato perché nulla e nessuno vada perduto.

Qui puoi continuare a leggere altri commenti al Vangelo del giorno.

Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11, 15-26

In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.

Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.

Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Parola del Signore

Fonte: il sito di don Cristiano

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