don Claudio Bolognesi – Commento al Vangelo del giorno, 25 Agosto 2019

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A volte cadiamo nella logica del “piccolo gruppo”. Che sia il club segreto dei ragazzini, la lobby politica, la loggia massonica o la confraternita dei teorici del complotto l’idea che alcune verità siano solo per pochi, per gli eletti che sono già arrivati là dove gli altri non sono ancora e forse non arriveranno mai, si nasconde strisciante nelle nostre teste. La troviamo anche nelle parole di questo benedetto tale che a Gesù non chiede: “quanti sono quelli che si salvano”? E neanche: “sono pochi o sono tanti”? Lui no, lui va direttamente al punto: “vero Gesù che sono pochi”? Anzi, che “siamo” pochi (è sottinteso), noi degni di stare con te. Noi che abbiamo capito il vangelo, che viviamo la liturgia, che seguiamo i comandamenti. Sì, certo, a volte sbagliamo, siamo umani. Ma siamo bravi perché ti chiediamo subito perdono. 

(continua dopo il video…)

Oggi tu Gesù ci dici che per noi sarà quello che ci aspettiamo che sia. Se rimaniamo in una logica lobbistica, escludente, se per noi si salvano in pochi… ebbene sì: in pochi si salveranno. E noi non saremo tra quelli. Perché siamo concentrati ad assaporarci la nostra superiorità, il nostro presunto meritato successo già raggiunto e non fatichiamo più per entrare nella porta stretta. Quello che invece tu vorresti da noi è che fossimo coloro che quella porta la tengono aperta. Perché tutti, da oriente ad occidente, da settentrione a mezzogiorno, possano entrare. Tu vorresti che fossimo con te i padroni di casa che sono gli ultimi ad entrare. 

Non amo la logica del “o tutti o nessuno”. Neanche se applicata alla salvezza eterna. Ma se un solo uomo entra in Paradiso, come potrà essere felice se con lui non ci sono quelli che ama? E se questi giungeranno con lui alla salvezza, come saranno esclusi coloro a cui a loro volta essi voglio bene? Ad un certo punto in questo grande e inclusivo abbraccio di salvezza ci sarà posto anche per noi. Quella catena di mani che tiene unita la terra al cielo potrà trarre alla salvezza anche noi.

Quella catena è ancorata nell’Unico Giusto che quella salvezza l’ha già raggiunta: quell’Uno sei Tu, Gesù. Per questo possiamo sperare che no, non saranno pochi quelli che si salvano. Che saranno invece proprio tanti. E con loro siederemo anche noi a mensa nel regno di Dio.

Letture della
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 66,18b-21

 
Così dice il Signore:
 
«Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.
 
Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti.
 
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore.
 
Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Salmo 116 (117)

R. Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode. R.
 
Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre. R.

Seconda Lettura

Il Signore corregge colui che egli ama.

Dalla lettera agli Ebrei
Eb 12,5-7.11-13

 
Fratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio».
 
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Parola di Dio

Vangelo

Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13, 22-30

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore