don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 7 Settembre 2020

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Domando a voi…

Da due millenni circa risuona questa parola di Gesù, una parola che risulta come richiesta perché ogni generazione di credenti riconosca il tempo della salvezza. Nessuno, infatti, si salva da solo, e quando Dio ne offre la possibilità, quel tempo va riconosciuto e va accolto, sabato o non sabato. Non c’è un tempo ad hoc, ripete Gesù: ogni momento, infatti, è momento favorevole per essere liberati dal male e per praticare fraternità e condivisione.

Riconoscere questo significa aver compreso cosa più sta a cuore a Dio: può accadere, infatti, di farsi garanti dei diritti di Dio e non essere in sintonia con il suo cuore, tentazione tipica delle persone religiose. Compito di ogni uomo non è farsi strenuo difensore dei diritti di Dio ma permettere che ogni fratello possa attingere a piene mani alla mensa della vita senza necessariamente dover dipendere da me: in questo – solo in questo – Dio è riconosciuto e i suoi diritti sono onorati.

Si può andare in collera (come nel caso dei farisei) anche a fin di bene e non essere più in grado di distinguere ciò che è bene. Ci si può trovare di fronte all’opera di Dio e non riconoscerla perché troppo ancorati a voler preservare un sistema che era solo garanzia per se stessi. Può accadere ancora che si sia a un palmo da Dio e si scelga di non lasciarsi sfiorare dalla sua presenza.

Allora come oggi, Gesù non cessa di ripetere ad ogni uomo: “Alzati e mettiti qui in mezzo”. E lo fa ad ogni costo, anche a costo di andarci di mezzo, vittima della collera di chi in nome di Dio finirà per mettere a morte il Figlio di Dio.


AUTORE: don Antonio Savone
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