don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 22 Gennaio 2022

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È fuori di sé…

Mai parole più appropriate nel rileggere la persona e l’opera del Figlio di Dio. È vero: il centro della vita del Figlio non è l’essere autocentrato o autoreferenziale. Il centro è il Padre e ciò che sta cuore a lui. Al Padre sta a cuore che l’uomo abbia la vita: e per questo il Figlio accetta di mettersi in gioco fino ad essere ritenuto pazzo. Sulle labbra dei suoi una tale affermazione suona come disprezzo e rifiuto e, tuttavia, attesta l’identità più vera del Figlio di Dio: essere nelle cose del Padre suo.

Chi volesse riportarlo nel piccolo menage familiare ha imboccato una strada senza uscita. Egli non è riconducibile alle dinamiche interne del clan. È vero: egli è fuori da ciò che vorrebbero determinati legami, affetti, consuetudini e costrizioni. Ma se non si accetta questa sua libertà siamo noi a restare fuori rispetto a lui e al Vangelo. Non c’è schema che lo imprigioni e non c’è strategia che possa accaparrarselo.

Forse, questa, è l’ostilità più difficile da affrontare perché in nome di una pseudo attenzione, finisce per voler determinare percorsi e scelte del Cristo. È difficile accettare la passione per ciò e per chi si ha a cuore e per questo si è tacciati di follia. Ma è impossibile amare e  non essere fuori di sé. Quando uno ama, infatti, finisce per non avere più un tempo proprio (neppure quello per mangiare): perché chi ama è persona espropriata.

Non ha alcuna importanza, perciò, essere ritenuti fuori rispetto a delle aspettative: ciò che conta è essere trovati dentro la logica del Vangelo e secondo lo stile del Figlio di Dio.
“Ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1Cor 1,25).


AUTORE: don Antonio SavoneFONTE CANALE YOUTUBETELEGRAM

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