don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 18 Luglio 2020

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La volontà di Dio è volontà di vita. Egli non castiga se la nostra fiamma è debole, ma la fa diventare luminosa. Non rompe ciò che è sul punto di spezzarsi, ma si fa medico e guarigione. Non grida, perché se la voce di Dio suona aspra non è la sua voce. Alla verità basta un sussurro. Non spezza la fiamma debole: in ogni uomo, anche nel più smarrito, c’è sempre un soffio di fumo, segno di fuoco morente, certo, ma soprattutto di fuoco possibile ancora. A Dio basta un po’ di fumo: lo lavora, lo circonda di cure e speranza, soffia fino a che ne sgorga nuovamente la fiamma.
Il Dio che riconosciamo incarnato in Gesù è il Dio servitore della vita incerta. Davanti a lui, allora, sono libero, come davanti a nessuno, libero persino di non essere forte, di non essere grande, libero di essere debole.

Ci sono tre no nel programma del servo di Yahvè:

“non griderà, né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce”: caratteristica del Messia non è l’arroganza, non l’insulto, neppure il coprire la voce degli altri. Il suo stile non sarà caratterizzato da spettacolarità. Dal giorno del battesimo riconosci che Gesù  ha un umile sentire di sé.

“non spezzerà la canna incrinata…”: sua caratteristica sarà ancora l’essere sostegno ai vacillanti. Non lo caratterizzerà la distanza dalla gente che fatica, ma la condivisione di quella stessa esperienza. Anch’egli segnato da fragilità e debolezza.

“non verrà meno, non si spezzerà finché non avrà stabilito il diritto sulla terra”: sua caratteristica la fedeltà al progetto del Padre fino in fondo.

Questo lo stile del Figlio di Dio: questo lo stile dei figli di Dio. Come lui anche noi immersi in questo programma di vita: non gridare, non spezzare, non venir meno.

E il segno della nostra appartenenza alla comunità cristiana non è soltanto una celebrazione rituale, ma questo stile di vita.


AUTORE: don Antonio Savone
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